Linuxlandia http://linuxlandia.nireblog.com Sun, 11 May 2008 09:12:38 +0100 Linuxlandia http://nireblog.com/imagenes/logo.png http://linuxlandia.nireblog.com http://nireblog.com Linutop, un desktop completo in soli 280 grammi http://linuxlandia.nireblog.com/post/2008/05/07/linutop-un-desktop-completo-in-soli-280-grammi http://linuxlandia.nireblog.com/post/2008/05/07/linutop-un-desktop-completo-in-soli-280-grammi feed RSSLinutop, un desktop completo in soli 280 grammi

Compatto, leggero, silenzioso. Ecco il mini-PC per portare GNU/Linux ovunque: a casa, in ufficio, nei locali pubblici...

Plug and Surf, cioè "collegalo e naviga" recita lo slogan del Linutop 1, proprio per sottolineare la sua vocazione per Internet.
Si tratta di un mini-PC molto compatto, leggero, silenzioso (è senza hard disk e lettore CD/DVD), ideale per portare GNU/Linux "al volo" ovunque ce ne sia bisogno: biblioteche, hotel, uffici, università, insomma dovunque è necessario un accesso alla rete. Ma questo non esclude l'ambiente domestico. Infatti, anche a casa, sono sempre più numerosi gli utenti che usano il PC solo per navigare, controllare la posta e chattare, tutte attività legate a Internet, per cui un computer troppo potente e ingombrante e presochè inutile.
Il Linutop 1 può essere facilmente collegato sul retro di un monitor LCD mediante la staffa in dotazione per ridurre al minimo lo spazio occupato: così avendo è come avere un PC completo ma composto solo da monitor, tastiera e mouse.

linutop-mounting-bracket-backl.jpg


Piccolo ma con tutto l'occorente
A questo punto la domanda è: ma come è fatto materialmente il Linutop 1?
In pratica si tratta di un miniPC, per certi versi simile al MacMini. L'involucro esterno è costituito da un piccolo case (le dimensioni sono di soli 9.3 x 2.7 x 15 cm) in alluminio satinato e dall'aspetto molto resistente. Al suo interno è alloggiato un processore AMD Geode LX700. Si tratta di una CPU a basso consumo, espressamente sviluppata per dispositivi embedded che lavora ad una frequenza di 433 Mhz.
Al processore sono abbinati 256 Mbyte di RAM: più che sufficienti per navigare, controllare la posta e scrivere. Il Linutop 1 non dispone di una hard disk, ma al suo posto è inclusa una pendrive di 1 Gbyte all'interno della quale è preinstallato il sistema operativo.
Per il resto l'equipaggiamento hardware prevede una scheda di rete ethernet, 4 porte USB 2.0, l'uscita VGA e due "prese" per l'audio. Tutto qui!
Il mouse, la tastiera e il monitor vanno acquistati a parte.


ipod_468x60.gif


La sicurezza di avere Ubuntu

Il Linutop 1 è equipaggiato con una distribuzione GNU/Linux appositamente sviluppata per l'ocassione, la Linutop OS 1.2, ma in realtà si tratta di una Xubuntu 7.10 Gutsy Gibbon, che salvo piccole modifiche è praticamente uguale all'originale.
I cambiamenti rispetto alla versione originale sono stati minimi, infatti, gli interventi sono serviti sopratutto per ridurre il tempo di avvio sotto il minuto e rendere il sistema più reattivo grazie all'utilizzo del file system AUFS.
Insomma, poche modifiche, ma mirate per rendere il sistema operativo perfetto per l'hardware e per lo scoppo per cui è nato il Linutop 1. Il software installato, oviiamente, è ridotto al minimo, ma include comunque programmi come Firefox, AbiWord, VLC Media Player e molti altri. Inoltre ci sono software di "sistema": desktop Xfce, kernel Linux 2.6.22 e ambiente grafico XOrg, tutti aggiornati alle ultime versioni.
Ovviamente il parco software può essere ampliato nei limiti della capienza della pendrive (lo spazio disponibile è di circa 400 Mbyte) e personalizzato per aderire alle proprie esigenze.
Sul wiki (www.linutop.com/wiki), tra le altre cose, è disponibile la documentazione per installare nuove distribuzioni, provare la Linutop 1.2 su un comune PC (purchè consenta l'avvio da periferiche USB) dopo averla installata su una pendrive USB da almeno 1 Gbyte, e altre informazioni su come usare praticamente il Linutop 1.

Linutop 1 radoppia

Una versione più potente per i più esigenti.
E' da poco disponibile una nuova versione del Linutop 1 chiamata, ovviamente Linutop . I due prodotto sono molto simili, salvo per il quantitativo di RAM, 512 Mbyte al posto dei 256 Mbyte, una memoria flash interna sul quale è installato il sistema operativo, il processore è il più potente AMG Geode LX800, esa quasi il doppio (580 gr), è un po' più grande e consuma di più, anche se sempre pochissimo. Il Linutop 2 permette di eseguire ad esempio, applicazioni più avide ri risorse come OpenOffice.


30fotogratis468x60.gif

 


Operativi in meno di 2 minuti

linutop_backll.jpg

Collegare il monitor: sulla parte posteriore del monitor è presente l'uscita VGA. Per prima cosa, quindi, bisogna collegare il cavo dati del monitor a questa porta.

Mouse e tastiera: colleghiamo anche il cavo di alimentazione e poi passiamo sulla parte frontale per collegare mouse e tastiera. Infini, tocca alla pendrive in dotazione.

Boot del Sistema: per avviate il Linutop non è necessario premere pulsanti o altro. Appena inserita la chiavetta USB, il sistema la rileva e inizia la procedura di boot.

Primi passi con Linutop

linutop_front_viewll.jpg

Lingua e monitor: La prima schermata che appare permette, tra le altre cose,di configurare la lingua, italiano compreso, e la risoluzione corretta per il monitor in uso.

Rete e avvio: sempre nella stessa schermata, in basso, è presente il menù per accedere alla configurazione della rete e delle applicazioni/presentazioni da eseguire all'avvio.

Pannello personale: il desktop Xfce è contraddistinto da un particolare pannello altamente personalizzabile, proprio come accade sul Linutop 1.2. Non ci resta cheadattarolo alle nostre esigenza.

sky8_468x60.gif


Scheda Tecnica

Tipo: mini-PC
Processore: AMD Geode LX700 a 433 Mhz
RAM: 256 Mbyte
Hard disk: pendrive da 1 gbyte
Video: VGA (SUB-D15) fino a 1920x1440, 2D
Audio: 1 in e 2 out da 3 mm
Rete: 10/100baseT Ethernet (RJ-45)
Interfacce: 4 x USB 2.0
Dimensioni e peso: 9.3 x 2.7 x 15 cm - 280 gr
Produttore: Linutop SARL
Sito Web: www.linutop.com

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Wed, 07 May 2008 06:02:43 +0100
Installare X-Plane 9 su GNU/Linux http://linuxlandia.nireblog.com/post/2008/04/28/installare-x-plane-9-su-gnulinux http://linuxlandia.nireblog.com/post/2008/04/28/installare-x-plane-9-su-gnulinux feed RSSX-Plane è un evoluto e potente simulatore di volo, definito da molti come "l'alternativa a Flight Simulator", sviluppato da Laminar Research ed in particolare da Austin Meyer, Sergio Santagada e Ben Supnik.

Nato inizialmente per essere utilizzato esclusivamente da Austin, per uso personale (Austin è un ingegnere e lo utilizzava, inizialmente, per i suoi test di volo) si è poi evoluto a tal punto da essere immesso sul mercato.
Giunto ora alla sua ottava release, X-Plane si basa sul concetto fisico della fluidodinamica, il comportamento di un oggetto immerso in un fluido (in questo caso l'aria).

Per questo motivo la "base di partenza" di X-Plane è totalmente opposta a Flight Simulator: mentre in quest'ultimo il comportamento del velivolo dipende essenzialmente da alcuni dati impostati, a prescindere dalla forma, X-Plane utilizza algoritmi matematici che, descrivendo la forma dell'oggetto, lo fa muovere in un determinato modo.

ipod_468x60.gif

Per fare un esempio banale, mentre con Flight Simulator potremmo costruirci un parallelepipedo, ammettiamo una scatola di sardine, e impostare alcuni parametri per farlo volare come un Boeing 747, in X-Plane questo non è possibile.

Nel simulatore di Laminar Research, in base alla forma del velivolo (profili alari, airfoils, dimensioni, massa) avremo un determinato comportamento. Progettare, quindi, un Boeing 747 impostando esattamente gli stessi parametri del modello originale, ne risulterà un comportamento in X-Plane praticamente uguale alla realtà.
Ecco come Austin Meyer descrive il funzionamento di X-Plane.

X-Plane è il primo simulatore di volo approvato dalla FAA (la Federazione dell'Aviazione Americana) per l'addestramento di piloti all'utilizzo della strumentazione e al pilotaggio, e viene utilizzato da molte industrie per la progettazione di prototipi di velivoli.

Il programma, sviluppato per Mac, per Windows e per Linux, è in continua evoluzione e, grazie all'aggiunta di moduli come scenari aggiuntivi, aerei sviluppati da terze parti e plug-ins per aggiungere funzionalità, si è imposto sul mercato riscuotendo un grande successo.

fonte: X-Plane Italia

30fotogratis468x60.gif
Attorno a X-Plane si è sviluppata una grande comunità di sviluppatori, molti senza scopo di lucro, altri con moduli a pagamento, e in Italia si è creato un gruppo (XP-Italia) formato da appassionati di simulatori di volo che cercano in X-Plane l'esperienza più realistica possibile del volo simulato.

Nella sezione apposita di X-Plane.it troverete un elenco di Links al mondo X-Plane, altri links li potete trovare sul sito ufficiale.
La più grande comunità di sviluppatori è x-plane.org, che raccoglie la maggior parte degli aerei e degli scenari creati per X-Plane.

X-Plane si integra perfettamente anche nel volo on-line, essendo disponibile le applicazioni XSquawkBox (VATSIM) e X-Ivap (IVAO)che permettono di volare collegati ad internet e, attraverso cuffie e microfono, di interagire con i controllori virtuali e con tutti gli altri utenti, sia di X-Plane sia di Flight Simulator.

Installare X-Plane 9 su Gnu/Linux

Per farlo e sufficiente eseguire l'installer e avere una connessione a Internet attiva

sky8_468x60.gif

Avvio dell'Installer

Copiamo il file X-PlaneInstaller123BetaLinux.zip dal Cd/Dvd che potete trovare nella rivista per esempio nella rivista Linux Magazine.
A questo punto eseguiamo
./X-PlaneInstaller123Beta Linux (attenzione alla "quotatura" a causa degli spazi nel nome)

xplanev9-11.jpg


Dove Installarlo

Dopo una prima fase di verifica apparirà la schermata visibile nel passo precedente. Clicchiamo su Destination e nella schermata indichiamo la directory di installazione. Infine clicchiamo su Select dopodichè c'è una seconda verifica del percorso indicato.

xplanev9-7.jpg


Trasferimento File

A questo punto si ritorna alla schermata del primo passo. Clicchiamo su Install per avviare il trasferimento dei file via rete, ma solo dopo aver accettato la licenza. Come Download from server lasciamo la scelta di default: l'installer cercherà il server più veloce

xplanev9-6.jpg
Controlli obligatori prima di volare

Prima di iniziare a pilotare è necessario un minimo di configurazione.

Impostazione Video

Spostiamoci con il mouse sul bordo superiore dello schermo per far apparire il menu e scegliamo Settings/Rendering Options. Qui stabiliamo i valori in base alla potenza della scheda video: se eccessivi per l'hardware in uso, durante il volo vedremo calare una leggere nebbia.

xplanev9-4.jpg


Comandi di Volo

Dal menù precedente spostiamoci in Joystick&Equipment. Pilotare con una tastiera è praticamente impossibile, ma X-Plane, per chi non possiede un joystick, mette a disposizione una nutrita combinazione di tasti (tab Keys) con i quali controllare (insieme al mouse) l'aereo.

xplanev9-10.jpg


Scegliamo l'aereo

Possiamo selezionare quello che ci piace di più da Aircraft/Open Aircraft. A questo punto entriamo nella cartella aircraft, da dove possiamo scegliere/provare i diversi velivoli. In figura, è possibile vedere una fitta nebbia, indice di impostazioni troppo aggressive per la scheda grafica.

xplanep180_crete_04.jpg

 

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Mon, 28 Apr 2008 08:38:09 +0100
OpenMamba, distribuzione tutta italiana per chi cerca un ottimo sistema desktop aggiornato http://linuxlandia.nireblog.com/post/2008/04/16/openmamba-distribuzione-tutta-italiana-per-chi-cerca-un-ottimo-sistema-desktop-aggiornato http://linuxlandia.nireblog.com/post/2008/04/16/openmamba-distribuzione-tutta-italiana-per-chi-cerca-un-ottimo-sistema-desktop-aggiornato feed RSS

OpenMamba, la distribuzione tutta italiana per chi cerca un ottimo sistema desktop aggiornato, facile da usare e con centinaia di programmi preinstallati per Internet, multimedia, giochi.

Versioni stabili o pre-release:

livecd milestone1-1.0pre4 [ it-i586 en-i586]
livestudio milestone1-1.0pre4 [ it-i586 en-i586]

Versioni instabili (snapshot periodiche):

livecd 20080414 [ it-i586 en-i586]

openmamba GNU/Linux è un sistema operativo pronto per l'uso su computer portatili, desktop e server completo di programmi per l'ufficio, la multimedialità, internet, giochi e molto altro. Creato e mantenuto da mambaSoft, openmamba è ora supportato da una comunità di sviluppatori ed appassionati di software Open Source. openmamba è software libero, per maggiori informazioni leggi le condizioni di licenza.

openmamba.jpg

Partito nel gennaio 2007, openmamba è un progetto che ha l'obiettivo di creare una comunità per lo sviluppo di software Open Source avendo in mente le linee guida di un sistema GNU/Linux il più possibile aggiornato alle ultime novità. Lo sviluppo copre parti di basso livello come il kernel Linux, il compilatore GNU, i tool di base e le librerie fino ad arrivare a parti di alto livello come l'interfaccia grafica per il desktop e un ampio numero di applicazioni dall'ufficio alla multimedialità ai giochi.

  • Installazione facile per tutti

  • Il desktop è l'ottimo KDE 3.5.8

  • Qualità 100% Made in Italy

  • Gestione software particolare

  • Centro di controllo OpenMamba

  • Perfetta per ATI e NVidia

  • Formati proprietari non problem

  • Accesso rapido alle reti Wi-Fi

  • Interfaccia 3D con Compiz

  • Acceso rapido a Windows

OpenMamba sviluppata dalla software house mambaSoft è una distribuzione GNU/Linux creata completamente in Italia. Deriva dall'altra "Made in Italy", QiLinux, openmamba in poco tempo si è evoluta e all'inizio del 2007 è diventata una distrubuzione autonoma.

openmamba_synaptic.jpg

Il sistema è orientato pretamente al desktop, ma all'occorrenza è installabile anche su macchine server. La dotazione software prevede tutto il necessario per gestire contenuti multimediali, Internet, ufficio, giochi e tutto ciò che può servire ad un utente.

openmamba_gimp.jpg

Particolare attenzione è stata dedicata alla facilità di utilizzo e all'aggiornamento costante della distribuzione alle tecnologie Open Source più all'avanguardia per offrire uno strumento sempre al passo con i tempi.

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Wed, 16 Apr 2008 15:42:41 +0100
Tutorial passo-passo per l'installazione di Kubuntu 8.04 per sistemi x86 32bit. http://linuxlandia.nireblog.com/post/2008/04/12/tutorial-passo-passo-per-linstallazione-di-kubuntu-804-per-sistemi-x86-32bit http://linuxlandia.nireblog.com/post/2008/04/12/tutorial-passo-passo-per-linstallazione-di-kubuntu-804-per-sistemi-x86-32bit feed RSS

INSTALLAZIONE DI KUBUNTU

Tutorial passo-passo per l'installazione di Kubuntu 8.04 per sistemi x86 32bit.

Per le informazioni su Kubuntu si rimanda al sito ufficiale:

www.kubuntu.org

dal quale è possibile reperire documentazione, tutorial, forum, ecc.

Kubuntu è una distro avviabile: occorre settare il PC in modo che possa fare il boot da CD.

A volte questa opzione è di default, altrimenti occorre settare il BIOS. Nel caso di sistemirecenti, è possibile accedere al menù di boot durante i primi istanti dall'accensione del PC, con la pressione del tasto “F2” o “F3” od altro secondo le modalità della propria scheda madre. All'avvio del CD di Kubuntu apparirà questa schermata (Fig. 1):

installazione_di_kubuntu_html_m632ac5ad.gif

Fig. 1

Premendo “F2” si aprirà una finestra per scegliere la lingua. Tuttavia non troverete tutti i menù in italiano anche perché le lingue disponibili per Kubuntu sono tantissime e non troverebbero spazio sufficiente nel CD. Sarà possibile “italianizzarla” in seguito.

L'avvio in modalità live è importante per controllare che il nostro hardware sia compatibile con Kubuntu e con i sistemi GNU/Linux in generale; Kubuntu ha un ottimo grado di riconoscimento delle periferiche. Come per tutte le altre distribuzioni, i problemi di compatibilità esistono soprattutto con i cosiddetti winmodem da 56k (quasi tutti quelli on board dei portatili) e con molti modem/router ADSL USB. Se siete in procinto di comprare o noleggiare un modem ADSL è sempre preferibile che possa collegarsi via Ethernet (esistono modelli compatibili Ethernet e USB). Con il collegamento Ethernet non occorre nessun driver.

Questa guida è stata realizzata installando Kubuntu in un PC desktop con PIII 500 Mhz, 512 Mb di RAM, 2 hard disk da 40 Gb (uno occupato da Windows XP), scheda grafica NVidia GeForce MX400, scheda di rete 10/100, scheda audio Creative PCI 128. Il tutto collegato ad un router Netgear DG834GIT che gestisce una linea ADSL da 4Mbit/s.

I sistemi GNU/Linux non richiedono grandi risorse; tuttavia le prestazioni saranno in linea con la potenza del vostro sistema. Un collegamento ADSL si rivela quasi indispensabile anche perché Kubuntu, già in fase di installazione, eseguirà gli aggiornamenti di sicurezza.

Le figure 2 e 3 seguenti mostrano il sistema che si sta caricando.

installazione_di_kubuntu_html_337ea53d.gif

Fig. 2

installazione_di_kubuntu_html_faae3cb.gif

Fig. 3

Un attimo di pazienza e si arriva al desktop KDE pronto all'uso. Ed ecco in Fig. 4 un vero sistema operativo completamente funzionante, senza che nulla sia installato su hard disk

installazione_di_kubuntu_html_m4d513bbe.gif

Fig. 4

Ora, cliccando sull'icona “Install”, partirà il programma grafico che guiderà l'installazione.Il primo passo è per la scelta della lingua... (Fig. 5)

installazione_di_kubuntu_html_4aa4c65f.gif

Fig. 5

Prima di passare all'installazione, potrete prendere confidenza con il desktop, sfogliare i menù, vedere gli esempi di documenti contenuti nella cartella “Examples”, navigare in internet (se siete collegati ad una ADSL con modem Ethernet), giocare, ecc.

Poi la scelta dell'ora. I sistemi GNU/Linux normalmente lavorano con l'ora del BIOS impostata su GMT. In questo caso, con la scelta della lingua italiana, non è necessario apportare alcuna modifica. (Fig. 6)

installazione_di_kubuntu_html_6b69dc3c.gif

Fig. 6

Ora è la volta della tastiera.

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Fig. 7

A questo punto l'utente e la password. Considerate che con Kubuntu l'utente root è disabilitato. L'utente root in GNU/Linux è l'utente che ha l'accesso d'amministrazione al vostro sistema. Gli utenti normali non hanno l'accesso per ragioni di sicurezza. Comunque, Kubuntu non include l'utente root. Invece, l'accesso d'amministrazione viene dato ad utenti individuali, che possono usare l'applicazione "sudo" per eseguire compiti d'amministrazione. L'account del primo utente che avete creato sul vostro sistema durante l'installazione ha, di base, l'accesso a sudo. Potete restringere ed abilitare accesso a sudo agli altri utenti.


installazione_di_kubuntu_html_m67fcc6e4.gif

Fig. 8

Il prossimo passo è quello più complesso e pericoloso.


installazione_di_kubuntu_html_71c4e486.gif

Fig. 9

La schermata fa vedere l'elenco degli hard disk presenti nel PC e le possibili opzioni. Da notare che i dischi rigidi vengono nominati “hda” per il disco master e “hdb” per lo slave e le rispettive partizioni identificate con un numero. In questo caso si sta scegliendo di modificare manualmente le partizioni per install are Kubuntu. Se il disco “hdb” fosse vuoto e volessimo utilizzarlo per Kubuntu, è possibile mettere la spunta davanti a “/dev/hdb” ed il programma di installazione configurerà nel modo ottimale l'intero disco.

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Fig. 10

Con la configurazione manuale si entrerà nel programma “qtparted”: è abbastanza intuitivo ma nel dubbio è sempre meglio chiedere aiuto prima creare danni. In questo caso si vede la partizione del disco hda con windows.

In questo caso il disco hdb era già stato preparato per un'altra distribuzione Linux e si modificano le partizioni. Occorre sempre creare una partizione di swap che normalmente si assume al doppio della RAM di sistema.


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Fig. 11


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Fig. 12

Le partizioni vanno prima create e poi formattate. Per la partizione principale si sceglie solitamente il filesystem “ext3”.

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Fig. 13

Le modifiche al sistema verranno materialmente eseguite solo alla fine. Qui rispondere

Yes” per poter applica i cambiamenti.

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Fig. 14

Fino a che non si arriva a questo punto, sarà sempre possibile annullare tutte le modifiche.

installazione_di_kubuntu_html_m3e19494c.gif

Fig.15

Ora il sistema si installerà. Sono mostrate tutte le impostazioni e nelle prossime immagini (Fig. 16-17.18) si possono notare tutti i passaggi che sta effettuando il sistema.

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Fig. 16

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Fig. 17

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Fig. 18

Tutto è pronto. Riavviate ed iniziate ad utilizzare il sistema GNU/Linux Kubuntu. Il bootloader sarà in grado di avviare anche il sistema windows. Ci saranno nel PC entrambi i sistemi operativi e si potrà segliere quale usare.


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Sat, 12 Apr 2008 10:56:32 +0100
Debian Lenny a Settembre http://linuxlandia.nireblog.com/post/2008/04/06/debian-lenny-a-settembre http://linuxlandia.nireblog.com/post/2008/04/06/debian-lenny-a-settembre feed RSS

Debian Lenny, nome in codice della futura versione di Debian GNU/Linux, sarà rilasciata a Settembre. Intanto il team fa una vera e propria chiamata alle armi. C'è bisogno di volontari e sviluppatori per ritornare ai fasti di un tempo.

Debian GNU/Linux, creata dal Debian Project, è una distribuzione GNU/Linux largamente usata, e sviluppata attraverso la collaborazione di volontari da ogni parte del mondo.

Si tratta di un sistema operativo per computer composto esclusivamente da software libero.

Il nome Debian è stato coniato dal fondatore del progetto, Ian Murdock, unendo il proprio nome e le prime tre lettere di quello della sua fidanzata (poi moglie) Debra.

debian.jpg

Introduzione

Il nome in codice della prossima versione principale di Debian dopo etch è lenny.

Questa release è iniziata come una copia di etch ed è attualmente in uno stato chiamato testing. Questo vuol dire che non ci dovrebbero essere problemi fatali come quelli che possono esserci nelle distribuzioni unstable o experimental, poiché i pacchetti possono entrare in questa distribuzione solo dopo un certo periodo di tempo e solo se non hanno alcun bug pendente di gravità critica per il rilascio.

Per ulteriori informazioni su immagini e documentazione per l'installazione di testing si consulti la pagina dell'Installatore Debian (Debian-Installer).

Per approfondire il funzionamento della distribuzione testing si vedano le informazioni per lo sviluppatore.

Spesso viene chiesto se esiste un semplice indicatore dello stato di avanzamento. Sfortunatamente tale strumento non esiste, ma possiamo indicare dove controllare i passi ancora da fare prima che avvenga il rilascio:

Inoltre, rapporti sullo stato generale sono inviati dal manager del rilascio alla lista di messaggi debian-devel-announce.

Debian1

Storia

Il progetto Debian è stato fondato da Ian Murdock: non soddisfatto dalla distribuzione GNU/Linux diffusa all'epoca, la SLS, egli tentò dapprima di modificarla, quindi decise di creare una distribuzione alternativa, partendo da zero.

Alcune tappe importanti:

* 16 agosto 1993: primo annuncio pubblico, inviato da Ian Murdock al newsgroup comp.os.linux.development [1].
* agosto 1995: inizio dello sviluppo del primo port di Debian, ovvero la prima versione per un'architettura diversa dall'Intel i386: la Motorola 68000 (m68k).
* 17 giugno 1996: rilascio della prima versione stabile (Debian 1.1 "Buzz")
* 16 giugno 1997: incorporazione di Software in the Public Interest, l'organizzazione non-profit che amministra le donazioni ricevute dal progetto Debian e provvede alle sue spese.
* 5 luglio 1997: approvazione del Contratto Sociale Debian.
* 24 luglio 1998: rilascio della prima versione stabile multiarchitettura (Debian 2.0 "Hamm"). Architetture supportate: i386 e m68k.
* 2 dicembre 1998: ratifica della Costituzione Debian.
* 1999: inizio dello sviluppo di Debian GNU/Hurd, il primo port di Debian ad utilizzare un kernel diverso da Linux.
* dicembre 2000: nascita della distribuzione testing. La prima testing è stata Debian 3.0 "Woody".
* 2-5 luglio 2001: prima edizione di DebConf, l'incontro annuale degli sviluppatori Debian.

Debian_liveCd

Organizzazione del progetto

Il Progetto Debian si distingue da tutti gli altri per la sua peculiare forma di organizzazione. La sua struttura infatti si ispira a quella di una vera e propria società democratica, tanto che il documento che stabilisce le regole interne al progetto è chiamato Costituzione. Un altro importante documento è il Contratto Sociale che esprime l'impegno del progetto in favore del software libero e dei suoi utenti.

Tutti i partecipanti al progetto sono volontari e non esiste un'azienda di riferimento che lo finanzi; tutte le spese sono pagate dalle donazioni raccolte attraverso "Software in the Public Interest" (SPI Inc.), una organizzazione non-profit per i progetti di software libero. Debian è quindi considerata da molti come la sola tra le maggiori distribuzioni di GNU/Linux ad essere genuinamente libera da interessi commerciali.

Non esiste una struttura gerarchica né ruoli dirigenziali; vi sono solo alcuni membri del progetto ai quali sono demandate delle funzioni specifiche, ad esempio la gestione dei server e dell'archivio dei pacchetti (ftp-masters) o il coordinamento del rilascio delle versioni stabili (release managers). L'unico ruolo "di comando" è quello di Debian Project Leader, formalmente a capo del progetto, che viene eletto con mandato annuale; ma anche questo incarico è principalmente rappresentativo e di coordinamento e i suoi poteri effettivi sono limitati. Tutte le decisioni più importanti vengono prese a maggioranza dai Debian Developer, cioè i membri ufficiali del progetto (attualmente sono circa 1000), tramite votazione.

Le discussioni interne al progetto si svolgono generalmente sulle numerose mailing list di Debian, ognuna dedicata a uno specifico argomento. Non sono infrequenti discussioni accese e talvolta veri e propri litigi. Alcuni ne ricavano l'impressione che il tasso di conflittualità all'interno del progetto sia molto alto; altri replicano che in altri progetti vi è presumibilmente un tasso ancora più alto, ma non viene percepito all'esterno perché le discussioni non sono pubbliche.

Caratteristiche

Debian è conosciuta per la sua aderenza alle filosofie di GNU e del software libero, le rigide politiche riguardo alla qualità dei pacchetti e le release, il modo aperto di sviluppare e testare il software e la libertà di scelta concessa all'utente.

Il progetto Debian ha tra i suoi obiettivi quello di creare "il sistema operativo universale": sono stati sviluppati dei port per altri kernel, fra i quali GNU Hurd, Solaris, NetBSD, e FreeBSD. Questi port non sono ancora stati rilasciati ufficialmente e quindi, al momento, Debian è esclusivamente una distribuzione GNU/Linux.

In realtà, con Debian, parlare di sistema operativo risulta estremamente riduttivo: la stessa tradizionale suddivisione tra software di sistema e software applicativo perde di significato, in quanto l'intero parco software è gestito sempre in modo identico, indifferentemente dalla funzione svolta dal singolo programma. Tutti i programmi distribuiti vengono infatti compilati e resi disponibile sotto forma di pacchetti software coerenti tra loro, in modo che siano il più possibile compatibili e facilmente gestibili. In modo simile funzionano FreeBSD, OpenBSD e derivati.

L'ultimo rilascio stabile di Debian contiene più di 18.000 pacchetti per una decina di architetture, che vanno dall'architettura ARM, comunemente utilizzata nei sistemi embedded e il Mainframe IBM s390, alle più comuni x86 e PowerPC presenti nei moderni personal computer.

In questo rilascio è stato inserito anche un programma di installazione grafico, è possibile utilizzarlo digitando installgui o expertgui.

Sistema di gestione dei pacchetti [modifica]
Per approfondire, vedi la voce Advanced Packaging Tool.

Debian è anche conosciuta per il suo sistema di gestione dei pacchetti e di APT (Advanced Packaging Tool, introdotto dalla versione 2.1). Questo programma integra un sistema di risoluzione delle dipendenze, la possibilità di effettuare molto facilmente un upgrade (di alcuni pacchetti o dell'intero sistema operativo) e la possibilità di passare da una release ad un'altra. L'installazione, la configurazione e la rimozione dei pacchetti è semplificata e flessibile, e non necessita quasi mai di un reboot del computer, così come è supportato l'aggiornamento di programmi in esecuzione. È possibile inoltre mescolare pacchetti provenienti da differenti release di Debian, creando un sistema ibrido.

I pacchetti si possono installare (sempre da utente root) direttamente dalla shell con questi comandi:

aptitude install
# installa il pacchetto
risolvendo le necessarie dipendenze
aptitude remove
# rimuove il pacchetto
aptitude purge
# rimuove il pacchetto
e i relativi file di configurazione
aptitude update # scarica le ultime liste di pacchetti disponibili dai repository
aptitude safe-upgrade # aggiorna tutti i pacchetti del sistema alla versione più recente disponibile
aptitude full-upgrade # aggiorna la versione di Debian
aptitude search
# cerca un pacchetto dal nome simile a quello passato da linea di comando

Esistono altri programmi in grado da interfacciarsi con APT, alcuni da riga di comando (come il tradizionale dpkg o apt-get), altri dotati di una comoda ed intuitiva interfaccia grafica, come Synaptic. Nella gestione dei pacchetti, Debian ed il sistema di ports e packages BSD sono simili.

Debian2

Repository

I pacchetti di Debian sono raccolti in archivi (repository) accessibili via Internet. I pacchetti contenuti negli archivi delle varie release sono raggruppati per tipo di licenza software nelle seguenti sezioni:

* main: solo software libero senza alcuna dipendenza non libera.
* contrib: software libero che però dipende da altri pacchetti non liberi per funzionare.
* non-free: software non libero (ma comunque distribuibile gratuitamente).
* in passato vi era anche una sezione non-US contenente software crittografico che per motivi legali non poteva essere esportato dagli Stati Uniti. In seguito la legge è stata modificata eliminando la necessità di questa sezione.

Ufficialmente la distribuzione Debian GNU/Linux è costituita unicamente dalla sezione main (infatti Debian si dichiara "100% free software"). Le sezioni contrib e non-free sono rese disponibili come un servizio aggiuntivo a beneficio degli utenti.

I repository Debian contengono anche i sorgenti di tutti i pacchetti di software libero. È possibile ricompilare qualsiasi pacchetto (o anche tutti i pacchetti dell'intero sistema in una sola volta) tramite l'uso del pacchetto apt-build, che però al momento non è considerato completamente stabile.

APT pur facendo il suo dovere non si può certo considerare un packet manager all'avanguardia, infatti a differenza dei moderni gestori di pacchetti che lavorano facendo transazioni su database[citazione necessaria], APT lavora su un albero in cui fa match su stringhe sul nome dei pacchetti senza averne l'integrità referenziale. La conseguenza di questo è che finché i repository vengono tenuti con cura APT non ha nessun problema, ma se i manteiner commettono un errore nelle creazione di un pacchetti APT può creare danni anche gravi sul sistema. Non sono rari i casi in cui durante un aggiornamento APT si ferma a metà a causa di un errore e lascia il sistema in uno stato inutilizzabile.

Pacchetti del kernel

Debian include inoltre la possibilità di ricompilare e nel contempo pacchettizzare un kernel personalizzato, così come, attraverso il pacchetto module-assistant, quella di semplificare notevolmente la compilazione e pacchettizzazione di nuovi moduli del kernel, automatizzandone il download dei sorgenti, la preparazione dell'ambiente per la compilazione e perfino la compilazione per architetture multiple.

Architetture supportate

La versione corrente (Etch) supporta le seguenti architetture:

1. DEC Alpha
2. ARM
3. HP PA-RISC
4. Intel x86
5. Intel IA-64
6. Motorola 680x0
7. MIPS
8. MIPS (DEC)
9. PowerPC
10. IBM S/390
11. SPARC
12. AMD64

Port non Linux

1. Debian GNU/Hurd: tentativo di creare un sistema operativo interamente GNU
2. Debian GNU/NetBSD: port dell'intero sistema operativo Debian su kernel NetBSD
3. Debian GNU/KFreeBSD: tentativo di portare l'intero sistema Debian su kernel FreeBSD

Politiche di stabilità

Il Progetto Debian è famoso nella comunità open source per la maniacalità con cui ogni singolo pacchetto viene testato, al fine di eliminare (in linea teorica) ogni possibile malfunzionamento.

Per comprendere meglio i requisiti di stabilità del progetto, è sufficiente ricordare che i pacchetti ufficiali della maggior parte delle distribuzioni (come ad esempio Fedora o Mandriva) hanno una stabilità classificabile fra il ramo unstable e quello testing del progetto Debian.

Questa politica estremamente rigida ha però prodotto quello che secondo molti è l'aspetto più negativo e sicuramente il più controverso del progetto, ovvero la lentezza dei cicli di rilascio (l'ultima edizione stabile, prima del recente rilascio dell'8 aprile 2007, risale all'estate 2005).

Sebbene il ramo testing sia nella maggior parte dei casi abbastanza affidabile per l'utenza domestica (e per questo spesso preferito al ramo stabile, specialmente in ambiente desktop), la lentezza dei rilasci ha provocato la migrazione di molti utenti ad altre distribuzioni, come ad esempio Ubuntu (che secondo molti è nata proprio con l'intento di offrire un ciclo di sviluppo più accettabile).

Il team di sviluppo Debian ha quindi deciso di adottare alcuni cambiamenti organizzativi e di impegnarsi a seguire un ciclo di rilascio di 18 mesi per poter competere nell'ambito desktop.

È tuttavia da notare che un singolo rilascio non rimane immutato durante il suo periodo di vita, poiché il software di ogni relase viene continuamente aggiornato, rendendo possibile tenere sempre al passo con gli sviluppi la distribuzione tramite il tool apt-get.

Versioni di Debian

Debian GNU/Linux viene sviluppata secondo un modello organizzativo per il quale sono mantenute parallelamente diverse versioni: stable, testing, unstable, oldstable, experimental. Queste versioni si differenziano per la frequenza con cui vengono aggiornate.

Stable

La distribuzione stable (stabile) è la distribuzione Debian GNU/Linux ufficiale. Una nuova versione viene rilasciata quando gli sviluppatori ritengono che essa soddisfi i severi requisiti di stabilità e affidabilità autoimposti da Debian. L'attuale è la versione 4.0 "Etch".

Inizialmente non si ponevano scadenze fisse per il rilascio di una nuova versione stabile: la regola era release when it's ready, "rilascia quando è pronta". Con il crescere del numero dei pacchetti tuttavia la difficoltà di "stabilizzare" una versione andava via via aumentando fino a comportare un intervallo temporale esageratamente lungo tra una versione e l'altra: la versione 3.1 "Sarge" è stata rilasciata quasi tre anni dopo la precedente 3.0 "Woody". È stato quindi deciso, dopo Sarge, di effettuare i successivi rilasci a intervalli regolari di 18 mesi, rinunciando se necessario a qualcosa in termini di stabilità (ma Etch è stata rilasciata in ritardo di quattro mesi sulla data prevista).

Occorre sottolineare che il concetto di stable (stabile) NON si riferisce al grado di affidabilità di funzionamento del software, ma al fatto che il software, una volta dichiarato stabile, non subirà nessuna modifica, e manterrà le stesse funzionalità senza introdurne ulteriori: in altre parole, un software dichiarato stabile non subisce aggiunte di nuove funzionalità ma semplicemente mantenuto (cioè vengono corretti gli errori di programmazione e/o i bachi di sicurezza).

Un software stabile è tendenzialmente più sicuro poiché evitare di introdurre nuove funzionalità equivale a non aggiungere possibili bachi di programmazione, per cui, con l'andare del tempo, un software stabile diventa sempre più sicuro/affidabile man mano che nuovi bachi vengono scoperti e corretti. L'assenza di bachi è la caratteristica maggiormente ricercata dagli amministratori di sistemi informatici, e questo è uno dei motivi per cui la versione stable di Debian riscontra un buon successo tra coloro che installano macchine con funzionalità di server.

DebianScreen

Testing

La distribuzione testing contiene quei pacchetti che sono già stati testati nel ramo unstable per un certo periodo di tempo e che vengono considerati sufficientemente stabili e con un basso numero di bug. Quando la comunità decide che è giunta l'ora di rilasciare una nuova versione stabile, la distribuzione testing viene "congelata", ovvero non vengono più immessi pacchetti provenienti dal ramo unstable. Dopo una fase finale di risoluzione degli ultimi bug, la testing diventa stable, e viene creato un nuovo ramo testing.

Ha il non trascurabile vantaggio di includere le versioni più aggiornate del software, quindi indicata per un Desktop che intenda utilizzare hardware e tecnologie recenti. Ovviamente i test sulla stabilità e sicurezza non sono ancora definitivi, anche se dal 9 settembre 2005 è previsto il supporto ufficiale del Security Team Debian.

Il nome in codice dell'attuale distribuzione testing, prossima stable, è "Lenny"; il numero di versione sarà 5.0. Il suo rilascio è previsto nel settembre 2008 ma, vista la storia dei precedenti rilasci, è probabile un certo ritardo.

Unstable

La distribuzione unstable è quella dello sviluppo di Debian. Contiene il software più aggiornato a disposizione degli utenti Debian, sconsigliato per postazioni Server o se la sicurezza e la stabilità sono ritenuti parametri critici. Viene comunque ritenuta da molti utenti sufficientemente stabile per essere usata da loro. Il suo nome in codice (che non viene mai cambiato in quanto non vengono fatti rilasci di questa distribuzione) è "Sid".

Oldstable

La distribuzione oldstable è la versione stabile precedente a quella corrente. Essa viene mantenuta nell'archivio di Debian fino al rilascio di una nuova versione stabile, al che viene sostituita dalla successiva. La versione attuale è la 3.1 "Sarge". Sarge è stata la prima distribuzione oldstable a ricevere un aggiornamento successivamente al rilascio di una nuova release stabile.

Experimental
Non è una vera e propria distribuzione in quanto non contiene tutti i pacchetti, ma solo le nuove versioni di pacchetti per cui viene ritenuta necessaria una fase preliminare di prova prima di immetterli nella distribuzione unstable. Non ha un nome in codice.

Nomi delle versioni

I nomi in codice delle distribuzioni Debian sono mutuati dal nome dei personaggi del film di animazione Toy Story - Il mondo dei giocattoli, e sono riportati di seguito [1]:

* 1.1 -- Buzz, rilasciata il 17 giugno 1996.
* 1.2 -- Rex, rilasciata il 12 dicembre 1996;
* 1.3 -- Bo, rilasciata il 2 giugno 1997;
* 2.0 -- Hamm, rilasciata il 24 luglio 1998;
* 2.1 -- Slink, rilasciata il 9 marzo 1999;
* 2.2 -- Potato, rilasciata il 15 agosto 2000;
* 3.0 -- Woody, rilasciata il 19 luglio 2002;
* 3.1 -- Sarge, rilasciata il 6 giugno 2005;
* 4.0 -- Etch, rilasciata l'8 aprile 2007;
* 5.0 (attuale testing) -- Lenny, rilascio previsto per settembre 2008;
* unstable -- Sid, ha sempre questo nome.

Non esiste una versione 1.0 a causa di un problema con un rivenditore di software, che aveva messo in vendita una versione beta di Debian etichettandola come versione 1.0, senza l'approvazione del progetto. Per evitare confusione si decise quindi di saltare questo numero di versione e iniziare dalla 1.1.

Mentre tutte le versioni stabili (e testing, future stabili) hanno nomi di giocattoli, il nome della versione unstable (Sid) è quello del bambino che nel film rompe i giocattoli. Alcuni interpretano Sid anche come l'acronimo di still in development ("ancora in sviluppo").

Periodicamente vengono rilasciate delle revisioni della versione stable corrente, che includono gli aggiornamenti di sicurezza rilasciati fino a quel momento e altri aggiornamenti che risolvono bachi importanti. Queste revisioni vengono identificate aggiungendo al numero di versione una lettera r seguita dal numero della revisione. Ad esempio le revisioni dell'attuale versione (4.0) sono finora:

* 4.0r1 -- rilasciata il 17 agosto 2007;
* 4.0r2 -- rilasciata il 27 dicembre 2007;
* 4.0r3 -- rilasciata il 17 febbraio 2008.

Le novità di Etch

Etch contiene software più aggiornato rispetto alla versione precedente, cosa che la rende più adatta anche ad un utilizzo come desktop, e può supportare hardware molto recente: è anche consigliata per ambienti di produzione, per i quali la stabilità e la sicurezza sono il requisito principale richiesto ad un sistema operativo.

Inoltre, per la prima volta dall'inizio del progetto, è possibile installare il sistema con un'interfaccia grafica avanzata (caratteristica che inizialmente doveva essere inclusa in Sarge). Fra le altre novità ci sono SecureAPT, che controlla l'integrità dei pacchetti installati e la gestione degli aggiornamenti che invece di scaricare un pacchetto recente per intero, ne scarica solo le differenze rispetto a quello vecchio (migliorando notevolmente la velocità di download). Il celeberrimo browser internet Firefox è stato rinominato in Iceweasel a causa di problemi legali sull'utilizzo del nome e del marchio (per maggiori dettagli consultare l'articolo su Iceweasel).

fonte: wikipedia & debian.org

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Comments

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Sun, 06 Apr 2008 10:59:11 +0100
Nuova beta per DreamLinux 3.0 http://linuxlandia.nireblog.com/post/2008/03/29/nuova-beta-per-dreamlinux-30 http://linuxlandia.nireblog.com/post/2008/03/29/nuova-beta-per-dreamlinux-30 feed RSS

Nuova release di test per la distribuzione orientata alla grafica e al multimediale.

Anche questa versione utilizza Xfce come ambiente desktop predefinito e interfaccia ispirata a Mac OS X

Introduzione:

Dreamlinux è una distribuzione GNU/Linux libera derivata da Debian, Knoppix e Morphix e sviluppata in Brasile.

Prevede al suo interno strumenti adeguati alla produzione di distribuzioni GNU/Linux su misura ed è giunta alla versione 2.2 (5 gennaio 2007).

Realizzata per essere una distribuzione live ed installabile, DreamLinux si basa su un Desktop Environment di grande caratura come XFCE che unisce la bellezza grafica a soluzioni utilitaristiche molto efficaci.

dreamlinux_22.jpg

Download, masterizzazione e avvio

La distribuzione si può scaricare in formato ISO da questi siti o con un client BitTorrent da Linux Tracker; l'ingombro complessivo ammonta a meno di 700 MB. Una volta scaricata la immagine ISO, occorre masterizzarla come immagine ISO. A questo punto si inserisce il CD nel lettore del pc e lo si riavvia essendo ben sicuri che il BIOS sia configurato in modo che il lettore CD sia il primo dispositivo ad avviarsi.

Strumenti e caratteristiche

Questa distro è particolarmente orientata al web, alla grafica ed al multimedia, pur prevedendo numerosissimi strumenti adeguati agli usi di ufficio e di altro genere. Il sistema è di facile configurabilità e basta cliccare sull'icona Dreamlinux Control Pannel posta nella barra delle applicazioni, per provvedere alla configurazione sulla base di specifiche necessità.

Risulta un po' macchinoso l'aggiornamento del sistema in quanto ci si deve ricordare di fare una sorta di backup attraverso il pannello di controllo apposito, aggiornare ed infine ripristinare per mantenere gli accattivanti effetti grafici. Relativamente al software disponibile è possibile usare il sistema senza aggiunte di altri pacchetti, sebbene sia possibile dilatare a dismisura il parco software una volta che il sistema sia installato ed è possibile farlo attraverso lo strumento Synaptic di grande versatilità e che rende l'installazione di nuovo software totalmente automatica.

Con DreamLinux, e senza ulteriori installazioni, l'utente può soddisfare le esigenze di ufficio (con Abiword e Gnumeric), le esigenze di grafica (con The GIMP e Inkscape), le esigenze multimediali (con XMMS MPlayer Aumix e GTKPod), le esigenze di networking (con LinNeighborhood) e le esigenze di navigazione in rete (con Firefox, Pidgin, Thunderbird e GNOME BitTorrent).

Usare DreamLinux

Il sistema è disponibile anche in lingua italiana già dall'avvio live scegliendo tra le lingue opzionali in fase di avvio del sistema, anche se per avere un sistema completamente tradotto in italiano è necessario installare il sistema. Dopo l'installazione con il download degli opportuni pacchetti di localizzazione si può tradurre completamente il sistema. All'avvio del sistema in versione live è bene scegliere la risoluzione video adeguata premendo il tasto F4 poi sul tasto Invio per avviare il sistema.

L'avvio di una qualsiasi applicazione, come The GIMP, è molto rapido. Se si ha intenzione di effettuare qualche lavoro di produzione con questo sistema e lo si voglia salvare, è consigliabile l'uso di una memoria USB da collegare ad una porta del pc. Una volta collegata la memoria la si può montare semplicemente cliccando una volta sull'icona Root file system presente nella barra delle applicazioni, quindi due volte sulla cartella mnt e poi due volte sulla cartella sda per rendere la stick memory operativa.

A questo punto, una volta che si voglia salvare un file, basta salvarlo nella directory /sda del filesystem. Se al termine delle varie prove effettate in seduta live, si decida di installare questa distro, è possibile farlo semplicemente aprendo il menu principale, cliccare sulla voce System e poi sulla voce DREAMLINUX install seguendo quindi con attenzione le istruzioni impartite dal programma di installazione.

Sarebbe bene, a questo proposito, avere un'altra partizione già definita nell'hard disk ed usare quella per installare DreamLinux. Tuttavia il programma di partizionamento presente nell'installer, consente una modifica della tabella delle partizioni. L'installazione è totalmente grafica.

DreamLinux è un sistema operativo molto interessante e promettente, adatto ad ogni utente, anche quello meno esperto di GNU/Linux. Elenchiamo ora i pregi e i difetti di questo ottimo sistema come viene offerto al pubblico :

Pregi

* Distribuzione poco ingombrante e adatta anche al recupero di computer datati
* Ottimo Desktop Environment, leggero, bello, efficiente che fa il verso a MacOS
* Ottima intuitività e facilità d'uso
* Ottima dotazione di software
* Ottimo strumento di gestione dei pacchetti
* Solide basi in Debian

Difetti

* Scarso supporto alle lingue
* Difficoltà gestione aggiornamenti

fonte: wikipedia

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Trucchi e Suggerimenti

1) Ho installato un programma ma la sua icona non viene visualizzata nel menu.

Utilizzando il file manager Thunar andate nella vostra home directory e selezionate l'opzione per la visualizzazione dei files nascosti.
Cercate la cartella .cache, apritela e cancellatene il contenuto. Effettuate il logout e, successivamente, un nuovo login. Questa operazione aggiornera' la cache del menu.

2) Ho svuotato la cache ma l'icona del programma non viene ancora visualizzata.

Provate ad avviare il programma dal Terminale. Cercate nella directory /usr/share/applications,
dove stanno tutte le applicazioni che vengono visualizzate nel menu.

3) Non riesco ad ascoltare un CD audio.

Inserite un CD audio nel CDROM e aprite l'applicazione Gxine. Selezionate di avviare il CD.

4) Vorrei installare un nuovo font che ho scaricato da Internet, come posso fare?

Create una cartella e chiamatela .fonts (non dimenticate il punto prima del nome). Inserite nella cartella i fonts scaricati. Scegliete fonts TTF. Un buon posto dove cercare fonts belli e liberi e' www.dafont.com. Poi provate ad avviare OOWriter e verificate se i nuovi fonts sono disponibili.

5) In che modo posso aumentare o diminuire le dimensioni della barra Engage?

I parametri di Engage sono variabili che devono essere conformi ai comandi engage. For esempio:

engage -s 56 -H 128 -W 1200 -b 64196196 -R 1 -Z 1.7 -d 0.32 -i 1 -I 1

Il comando con questi parametri significa:

-s 56 -> la dimensione delle icone sara' di 56 pixels.
-H 128 -> l'area dietro la barra the dock sara' di 128 pixels.
-W 1200 -> la massima larghezza che la dock utilizzera', sara' di 1200 pixels.
-b 64196196 -> il colore di sfondo della dock. Se inserite 00000000 lo sfondo sara' trasparente.
-R 1 -> questa e' la distanza dal bordo dello schermo.
-Z 1.7 -> valore di zoom. Puo' essere un numero qualsiasi. E', tuttavia, raccomandato un valore fra 1 e 3.
-d 0.32 -> velocita' dello zoom.
-i 1 -> disabilita le icone delle applicazioni minimizzate. 0 le attiva.
-I 1 -> disattiva le icone delle finestre minimizzate.

Se trovate una combinazione di vostro gradimento, provate ad aprire il file nascosto:
/home/vostronome/.config/autostart/engage*.desktop e, nella riga con Exec= scrivete i parametri in accordo con
i comandi engage e, in questo modo, Engage verra' sempre avviato con le vostre personalizzazioni.
6) Il mio menu di "Avvio" (il menu di Xfce) e' scomparso dalla barra delle applicazioni.

Nessuna preoccupazione! Cliccate, con il tatso destro del mouse, sul desktop e selezionate: Settings > Enable or disable dock. Scegliete di attivare Engage, anche se e' gia' attivo. Effettuate in sequenza un logout e, successivamente, un login. Il menu riapparia' nella successiva sessione.

7) Come posso realizzare immagini dello schermo in Dreamlinux?

Usate la scorciatoia di tastiera Alt+S. Fate riferimento al Tutorial sulle Scorciatoie di Tastiera per altre scorciatoie disponibili.
In alternativa potete usare Gimp per ottenere screenshots, basta scegliere l'opzione: File >>Acquisizione >> Immagine Schermo

8) Come posso installare un modem in Dreamlinux?

Attivate il servizio Sl-Modem-Daemon (sudo rcconf) e riavviate il computer o digitate nel Terminale:
sudo /etc/init.d/sl-modem-daemon start.
Poi aprite Gnome-PPP e verificate se il vostro modem e' rilevato correttamente.

9) Come fare a trovare un altro computer nella mia LAN?

Se tuuti gli altri computers presenti nella vostra LAN hanno settato il proprio IP e possono essere raggiunti utilizzando ping (ping indirizzo-ip) avete bisogno soltanto di aprire l'applicazione Linneigborhood (cliccate sulla icona con due monitors su Engage). Se il nome di rete e' Workgroup (nome standard sui sitemi Windows and Mac) le risorse saranno elencate sotto questo nome, nel browser. Cliccate due volte su una risorsa, digitate la user password del vostro obiettivo e attendete finche' la cartella condivisa dell'utente verra' visualizzata. Poi cliccate, con il pulsante destro, sulla cartella e selezionate di montarla.
La cartella montata dell'utente, sara' accessibile in una cartella chiamata Network presente nella vostra home directory.

10) Io utilizzo un monitor widescreen ma le immagini di avvio e di chiusura sono distorte.

Se utilizzate MMGL Edition RC1, effettuate un log come root e spostatevi nella cartella /boot. Poi rinominate
initrd come initrd.old e initrd.wide come initrd. Facendo questo, l'aspect ratio delle immagini sara' impostato per una corretta visualizzazione nei monitors widescreen.

11) Con Beryl attivato le modifiche effettuate su Beryl-Settings non sono conservate.

Spostatevi nella vostra home directory ( cd /home/vostronome ), cercate e cancellate i seguenti files nascosti:
.beryl, .beryl-managerrc e .emerald.

Eseguite una sequenza di logout e login e le modifiche effettuate saranno rimesse a posto.

12) Come si puo' associare una applicazione ad un file in modo da aprirla automaticamente?

Cliccate con il tasto destro su un file e selezionate "Apri con". Se l'applicazione che si vuole associare non e' nella lista, inserite nella riga di comando il cammino per rintracciare l'applicazione desiderata, che normalmente si trova in /usr/bin/nome-applicazione.

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