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Linuxlandia

Category: Ubuntu

07/05/2008 GMT 1

Linutop, un desktop completo in soli 280 grammi

linuxlandia @ 06:02

feed RSSLinutop, un desktop completo in soli 280 grammi

Compatto, leggero, silenzioso. Ecco il mini-PC per portare GNU/Linux ovunque: a casa, in ufficio, nei locali pubblici...

Plug and Surf, cioè "collegalo e naviga" recita lo slogan del Linutop 1, proprio per sottolineare la sua vocazione per Internet.
Si tratta di un mini-PC molto compatto, leggero, silenzioso (è senza hard disk e lettore CD/DVD), ideale per portare GNU/Linux "al volo" ovunque ce ne sia bisogno: biblioteche, hotel, uffici, università, insomma dovunque è necessario un accesso alla rete. Ma questo non esclude l'ambiente domestico. Infatti, anche a casa, sono sempre più numerosi gli utenti che usano il PC solo per navigare, controllare la posta e chattare, tutte attività legate a Internet, per cui un computer troppo potente e ingombrante e presochè inutile.
Il Linutop 1 può essere facilmente collegato sul retro di un monitor LCD mediante la staffa in dotazione per ridurre al minimo lo spazio occupato: così avendo è come avere un PC completo ma composto solo da monitor, tastiera e mouse.

linutop-mounting-bracket-backl.jpg


Piccolo ma con tutto l'occorente
A questo punto la domanda è: ma come è fatto materialmente il Linutop 1?
In pratica si tratta di un miniPC, per certi versi simile al MacMini. L'involucro esterno è costituito da un piccolo case (le dimensioni sono di soli 9.3 x 2.7 x 15 cm) in alluminio satinato e dall'aspetto molto resistente. Al suo interno è alloggiato un processore AMD Geode LX700. Si tratta di una CPU a basso consumo, espressamente sviluppata per dispositivi embedded che lavora ad una frequenza di 433 Mhz.
Al processore sono abbinati 256 Mbyte di RAM: più che sufficienti per navigare, controllare la posta e scrivere. Il Linutop 1 non dispone di una hard disk, ma al suo posto è inclusa una pendrive di 1 Gbyte all'interno della quale è preinstallato il sistema operativo.
Per il resto l'equipaggiamento hardware prevede una scheda di rete ethernet, 4 porte USB 2.0, l'uscita VGA e due "prese" per l'audio. Tutto qui!
Il mouse, la tastiera e il monitor vanno acquistati a parte.


ipod_468x60.gif


La sicurezza di avere Ubuntu

Il Linutop 1 è equipaggiato con una distribuzione GNU/Linux appositamente sviluppata per l'ocassione, la Linutop OS 1.2, ma in realtà si tratta di una Xubuntu 7.10 Gutsy Gibbon, che salvo piccole modifiche è praticamente uguale all'originale.
I cambiamenti rispetto alla versione originale sono stati minimi, infatti, gli interventi sono serviti sopratutto per ridurre il tempo di avvio sotto il minuto e rendere il sistema più reattivo grazie all'utilizzo del file system AUFS.
Insomma, poche modifiche, ma mirate per rendere il sistema operativo perfetto per l'hardware e per lo scoppo per cui è nato il Linutop 1. Il software installato, oviiamente, è ridotto al minimo, ma include comunque programmi come Firefox, AbiWord, VLC Media Player e molti altri. Inoltre ci sono software di "sistema": desktop Xfce, kernel Linux 2.6.22 e ambiente grafico XOrg, tutti aggiornati alle ultime versioni.
Ovviamente il parco software può essere ampliato nei limiti della capienza della pendrive (lo spazio disponibile è di circa 400 Mbyte) e personalizzato per aderire alle proprie esigenze.
Sul wiki (www.linutop.com/wiki), tra le altre cose, è disponibile la documentazione per installare nuove distribuzioni, provare la Linutop 1.2 su un comune PC (purchè consenta l'avvio da periferiche USB) dopo averla installata su una pendrive USB da almeno 1 Gbyte, e altre informazioni su come usare praticamente il Linutop 1.

Linutop 1 radoppia

Una versione più potente per i più esigenti.
E' da poco disponibile una nuova versione del Linutop 1 chiamata, ovviamente Linutop . I due prodotto sono molto simili, salvo per il quantitativo di RAM, 512 Mbyte al posto dei 256 Mbyte, una memoria flash interna sul quale è installato il sistema operativo, il processore è il più potente AMG Geode LX800, esa quasi il doppio (580 gr), è un po' più grande e consuma di più, anche se sempre pochissimo. Il Linutop 2 permette di eseguire ad esempio, applicazioni più avide ri risorse come OpenOffice.


30fotogratis468x60.gif

 


Operativi in meno di 2 minuti

linutop_backll.jpg

Collegare il monitor: sulla parte posteriore del monitor è presente l'uscita VGA. Per prima cosa, quindi, bisogna collegare il cavo dati del monitor a questa porta.

Mouse e tastiera: colleghiamo anche il cavo di alimentazione e poi passiamo sulla parte frontale per collegare mouse e tastiera. Infini, tocca alla pendrive in dotazione.

Boot del Sistema: per avviate il Linutop non è necessario premere pulsanti o altro. Appena inserita la chiavetta USB, il sistema la rileva e inizia la procedura di boot.

Primi passi con Linutop

linutop_front_viewll.jpg

Lingua e monitor: La prima schermata che appare permette, tra le altre cose,di configurare la lingua, italiano compreso, e la risoluzione corretta per il monitor in uso.

Rete e avvio: sempre nella stessa schermata, in basso, è presente il menù per accedere alla configurazione della rete e delle applicazioni/presentazioni da eseguire all'avvio.

Pannello personale: il desktop Xfce è contraddistinto da un particolare pannello altamente personalizzabile, proprio come accade sul Linutop 1.2. Non ci resta cheadattarolo alle nostre esigenza.

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Scheda Tecnica

Tipo: mini-PC
Processore: AMD Geode LX700 a 433 Mhz
RAM: 256 Mbyte
Hard disk: pendrive da 1 gbyte
Video: VGA (SUB-D15) fino a 1920x1440, 2D
Audio: 1 in e 2 out da 3 mm
Rete: 10/100baseT Ethernet (RJ-45)
Interfacce: 4 x USB 2.0
Dimensioni e peso: 9.3 x 2.7 x 15 cm - 280 gr
Produttore: Linutop SARL
Sito Web: www.linutop.com

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12/04/2008 GMT 1

Tutorial passo-passo per l'installazione di Kubuntu 8.04 per sistemi x86 32bit.

linuxlandia @ 10:56

feed RSS

INSTALLAZIONE DI KUBUNTU

Tutorial passo-passo per l'installazione di Kubuntu 8.04 per sistemi x86 32bit.

Per le informazioni su Kubuntu si rimanda al sito ufficiale:

www.kubuntu.org

dal quale è possibile reperire documentazione, tutorial, forum, ecc.

Kubuntu è una distro avviabile: occorre settare il PC in modo che possa fare il boot da CD.

A volte questa opzione è di default, altrimenti occorre settare il BIOS. Nel caso di sistemirecenti, è possibile accedere al menù di boot durante i primi istanti dall'accensione del PC, con la pressione del tasto “F2” o “F3” od altro secondo le modalità della propria scheda madre. All'avvio del CD di Kubuntu apparirà questa schermata (Fig. 1):

installazione_di_kubuntu_html_m632ac5ad.gif

Fig. 1

Premendo “F2” si aprirà una finestra per scegliere la lingua. Tuttavia non troverete tutti i menù in italiano anche perché le lingue disponibili per Kubuntu sono tantissime e non troverebbero spazio sufficiente nel CD. Sarà possibile “italianizzarla” in seguito.

L'avvio in modalità live è importante per controllare che il nostro hardware sia compatibile con Kubuntu e con i sistemi GNU/Linux in generale; Kubuntu ha un ottimo grado di riconoscimento delle periferiche. Come per tutte le altre distribuzioni, i problemi di compatibilità esistono soprattutto con i cosiddetti winmodem da 56k (quasi tutti quelli on board dei portatili) e con molti modem/router ADSL USB. Se siete in procinto di comprare o noleggiare un modem ADSL è sempre preferibile che possa collegarsi via Ethernet (esistono modelli compatibili Ethernet e USB). Con il collegamento Ethernet non occorre nessun driver.

Questa guida è stata realizzata installando Kubuntu in un PC desktop con PIII 500 Mhz, 512 Mb di RAM, 2 hard disk da 40 Gb (uno occupato da Windows XP), scheda grafica NVidia GeForce MX400, scheda di rete 10/100, scheda audio Creative PCI 128. Il tutto collegato ad un router Netgear DG834GIT che gestisce una linea ADSL da 4Mbit/s.

I sistemi GNU/Linux non richiedono grandi risorse; tuttavia le prestazioni saranno in linea con la potenza del vostro sistema. Un collegamento ADSL si rivela quasi indispensabile anche perché Kubuntu, già in fase di installazione, eseguirà gli aggiornamenti di sicurezza.

Le figure 2 e 3 seguenti mostrano il sistema che si sta caricando.

installazione_di_kubuntu_html_337ea53d.gif

Fig. 2

installazione_di_kubuntu_html_faae3cb.gif

Fig. 3

Un attimo di pazienza e si arriva al desktop KDE pronto all'uso. Ed ecco in Fig. 4 un vero sistema operativo completamente funzionante, senza che nulla sia installato su hard disk

installazione_di_kubuntu_html_m4d513bbe.gif

Fig. 4

Ora, cliccando sull'icona “Install”, partirà il programma grafico che guiderà l'installazione.Il primo passo è per la scelta della lingua... (Fig. 5)

installazione_di_kubuntu_html_4aa4c65f.gif

Fig. 5

Prima di passare all'installazione, potrete prendere confidenza con il desktop, sfogliare i menù, vedere gli esempi di documenti contenuti nella cartella “Examples”, navigare in internet (se siete collegati ad una ADSL con modem Ethernet), giocare, ecc.

Poi la scelta dell'ora. I sistemi GNU/Linux normalmente lavorano con l'ora del BIOS impostata su GMT. In questo caso, con la scelta della lingua italiana, non è necessario apportare alcuna modifica. (Fig. 6)

installazione_di_kubuntu_html_6b69dc3c.gif

Fig. 6

Ora è la volta della tastiera.

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Fig. 7

A questo punto l'utente e la password. Considerate che con Kubuntu l'utente root è disabilitato. L'utente root in GNU/Linux è l'utente che ha l'accesso d'amministrazione al vostro sistema. Gli utenti normali non hanno l'accesso per ragioni di sicurezza. Comunque, Kubuntu non include l'utente root. Invece, l'accesso d'amministrazione viene dato ad utenti individuali, che possono usare l'applicazione "sudo" per eseguire compiti d'amministrazione. L'account del primo utente che avete creato sul vostro sistema durante l'installazione ha, di base, l'accesso a sudo. Potete restringere ed abilitare accesso a sudo agli altri utenti.


installazione_di_kubuntu_html_m67fcc6e4.gif

Fig. 8

Il prossimo passo è quello più complesso e pericoloso.


installazione_di_kubuntu_html_71c4e486.gif

Fig. 9

La schermata fa vedere l'elenco degli hard disk presenti nel PC e le possibili opzioni. Da notare che i dischi rigidi vengono nominati “hda” per il disco master e “hdb” per lo slave e le rispettive partizioni identificate con un numero. In questo caso si sta scegliendo di modificare manualmente le partizioni per install are Kubuntu. Se il disco “hdb” fosse vuoto e volessimo utilizzarlo per Kubuntu, è possibile mettere la spunta davanti a “/dev/hdb” ed il programma di installazione configurerà nel modo ottimale l'intero disco.

installazione_di_kubuntu_html_762e8bec.gif

Fig. 10

Con la configurazione manuale si entrerà nel programma “qtparted”: è abbastanza intuitivo ma nel dubbio è sempre meglio chiedere aiuto prima creare danni. In questo caso si vede la partizione del disco hda con windows.

In questo caso il disco hdb era già stato preparato per un'altra distribuzione Linux e si modificano le partizioni. Occorre sempre creare una partizione di swap che normalmente si assume al doppio della RAM di sistema.


installazione_di_kubuntu_html_m18bf0c6c.gif

Fig. 11


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Fig. 12

Le partizioni vanno prima create e poi formattate. Per la partizione principale si sceglie solitamente il filesystem “ext3”.

installazione_di_kubuntu_html_2e1ea194.gif

Fig. 13

Le modifiche al sistema verranno materialmente eseguite solo alla fine. Qui rispondere

Yes” per poter applica i cambiamenti.

installazione_di_kubuntu_html_218dd53d.gif

Fig. 14

Fino a che non si arriva a questo punto, sarà sempre possibile annullare tutte le modifiche.

installazione_di_kubuntu_html_m3e19494c.gif

Fig.15

Ora il sistema si installerà. Sono mostrate tutte le impostazioni e nelle prossime immagini (Fig. 16-17.18) si possono notare tutti i passaggi che sta effettuando il sistema.

installazione_di_kubuntu_html_55c02dc2.gif

Fig. 16

installazione_di_kubuntu_html_c96c9ac.gif

Fig. 17

installazione_di_kubuntu_html_ca27ef0.gif

Fig. 18

Tutto è pronto. Riavviate ed iniziate ad utilizzare il sistema GNU/Linux Kubuntu. Il bootloader sarà in grado di avviare anche il sistema windows. Ci saranno nel PC entrambi i sistemi operativi e si potrà segliere quale usare.


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07/03/2008 GMT 1

Come trasformare il proprio PC in un Linux Media Center.

linuxlandia @ 12:58

feed RSS

Mythbuntu è una distribuzione GNU/Linux derivata da Ubuntu e specificatamente pensata per trasformare il proprio computer ina postazione multimediale o meglio i

La distribuzione ricalca gli obbiettivi di altre distribuzioni già esistenti come KnoppMyth e Mythdora. Mythbuntu, nasce con lo scopo di mettere a disposizione dei propri utenti il celebre software libero MythTV.

Questa distribuzione, a causa delle licenze e delle dipendenze necessarie al corretto funzionamento di MythTV non è ufficialmente seguito e supportato da Canonical Ltd. Il team di sviluppo di Mythbuntu mette a disposizione tutto il necessario per il corretto funzionamento di MythTV.

mythbuntu_screen.png

Tutti i pacchetti software non stretamente necessari al suo funzionamento, come ad esempio OpenOffice.org, Evolution non sono inclusi all'interno dell'immagine ISO di Mythbuntu. Ovviamente rimane inteso che in qualsiasi momento l'utente può decidere di installare tutti i pacchetti di cui necessità prelevandoli dai repository di Ubuntu, arrichendo in questo modo il parco software a piacere. 

Il software libero è sempre più alla ribalta di quotidiani, notiziari, riviste specializzate e molto altro. La sua vasta scelta di software, privo di licenze e restrizioni, permette all'utente di personalizzare al massimo ogni suo singolo lavoro e di poter fare dunque con il proprio sistema tutto ciò di cui ha bisogno.

Esistono distribuzioni per tutti i gusti e per tutti gli utilizzi. Dall'ambiente desktop semplificato per gli utenti alle prime armi alle distribuzioni per gli utenti più smanettoni, passando dalle distribuzioni per i server e gli ambienti di rete fino ad arrivare alle distribuzioni per l'uso multimediale. Proprio quest'ultimo ramo, quello multimediale, è quello che più ci interessa oggi. Possiamo tranquillamente collocare Mythbuntu, il tema del nostro articolo, in questa categoria per la sua chiara facilità di utilizzo e per la sua incredibile flessibilità nella fornitura all'utente di servizi multimediali.

mythbuntu_desktop.png


Mythbuntu è una distribuzione, tuttora in versione Alpha, derivata di Ubuntu che permette di trasformare il proprio sistema GNU/Linux in una postazione multimediale o in un Linux Media Center, come dir si voglia. È chiaramente improntata sull'esempio fornito dalle sue dirette concorrenti Knoppmyth e Mythdora, rispettivamente basate su Knoppix e Fedora, altre due ben conosciute ed apprezzate distribuzioni. Essenzialmente è possibile pensare a Mythbuntu come un sistema Ubuntu pre-configurato per l'utilizzo di MythTV, un software libero per il pinguino concepito per trasformare il proprio computer in un Personal Video Recorder.

Analizziamo brevemente le principali caratteristiche di MythTV che avrete a disposizione una volta installata Mythbuntu sul vostro mediacenter targato GNU/Linux. C'è naturalmente la possibilità di guardare la televisione facendo pause e riavvolgimenti. È offerto il supporto a svariate schede di cattura video per registrare uno o più programmi per volta, come pure ai programmi in SDTV e HDTV attraverso l'utilizzo della porta firewire. L'architettura è client-server. I server, chiamati backends, mettono a disposizione dei client, denominati frontends, una serie di programmi televisivi registrati. C'è la possibilità di uso combinato di più schede di cattura video: MPEG-2, MJPEG, DVB, HDTV, USB e dispositivi firewire. Come per ogni media Center che si rispetti per alcuni paesi è possibile visualizzare una guida TV, una sorta di palinsesto, su tutti i programmi televisivi. Non mancano svariati plug-in per abilitare MythTV alla riproduzione e alla lettura di: DVD, collezioni video, musica, news, giochi e molto altro ancora.

Visto che all'interno del software MythTV vengono utilizzati alcuni prodotti non tutelati dalla licenza GPL, il progetto Mythbuntu non è direttamente legato alla Canonical, la società che finanzia il progetto Ubuntu. Qualcuno di voi potrebbe tranquillamente chiedersi il perché della creazione di una distribuzione pronta all'uso per MythTV quando è poi possibile scaricare il software necessario e installarlo direttamente sul proprio sistema su qualsiasi distribuzione. Il problema è proprio questo.mythbuntu_mainpreview.png

Per rendere MythTV perfettamente funzionante c'è bisogno di una fase di installazione, manuale, molto lunga e complicata. Bisogna soddisfare un mucchio di dipendenze e compilare abbastanza pacchetti da rendervi la vita difficile. E così, nella maggior parte dei casi non si arriva al risultato sperato, cioè il corretto funzionamento del pacchetto. All'interno di Mythbuntu non sono presenti software inutili per un media center come ad esempio OpenOffice, Evolution, GNOME e quant'altro. Tuttavia è possibile installarli attraverso i repository ufficiali di Ubuntu.

Installare Mythbuntu è davvero semplice. La fase di installazione ricorda molto quella di Ubuntu a differenza del fatto che vi verrà chiesto, ovviamente, di configurare le vostre schede di acquisizione audio e video. Verrete poi guidati passo dopo passo alla messa a punto del vostro nuovo e fiammante media center.

È possibile scaricare l'ultima versione di Mythbuntu, al momento in Alpha sia per sistemi x86 che x86_64, dal sito ufficiale. Informazioni sulla documentazione, il supporto sono invece reperibili all'indirizzo: http://www.mythbuntu.org/support.

mythbuntu_recordings_listpreview.png

fonte: linux.hmtl

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14/01/2008 GMT 1

Installare KDE 4.0 su Ubuntu Gutsy Gibbon

linuxlandia @ 16:42


Per prima cosa aggiungiamo il seguente repository:

 sudo nano /etc/apt/sources.list

aggiungiamo la seguente riga.

 http://ppa.launchpad.net/kubuntu-members-kde4/ubuntu gutsy main

Salvare e chiudere il documento.
Aggiorniamo il catalogo applicazioni con il seguente comando:

 sudo aptitude update

Disinstallare eventuali pacchetti residui da altre installazioni di KDE 4.0 (esempio le vecchie beta e RC).

 sudo aptitude remove kdelibs5 kde4base-data kde4libs-data


Installiamo ora i pacchetti base(obbligatori):

 sudo aptitude install kde4-core


E quelli facoltativi, ossia le varie applicazioni(Consigliato).

 sudo aptitude install kdegraphics-kde4  kdemultimedia-kde4  kdenetwork-kde4 kdepim-kde4 kdeutils-kde4



Creative Commons License

Questo/a
opera è pubblicato sotto una
Licenza Creative Commons.

fonte: PcExpert 

20/12/2007 GMT 1

Ubuntu, facilità di installazione e rilascio regolare delle nuove versioni.

linuxlandia @ 10:27


Screenshot di Ubuntu 7.10 (Gutsy Gibbon)

Ubuntu è una distribuzione GNU/Linux nata nel 2004 e basata su Debian, che si concentra sulla facilità di installazione e d'uso e sul rilascio regolare (semestrale) delle nuove versioni. Rispetto a Debian, Ubuntu ha un orientamento più spiccato verso l'utilizzo desktop e una maggiore attenzione al supporto hardware dei portatili.

Finanziata dalla società Canonical Ltd (registrata nell'Isola di Man), rimane comunque in tutto e per tutto un software libero. L'ideatore dell'iniziativa e titolare di Canonical è Mark Shuttleworth, un giovane imprenditore sudafricano diventato sostenitore dell'open source, al cui servizio ha posto le sue risorse.

Il 1 luglio 2005, è nata la Fondazione Ubuntu con un fondo iniziale di 10 milioni di dollari.

Nome

Il nome deriva da una antica parola Zulu diffusa in varie parti dell'Africa e che corrisponde indicativamente al concetto di "umanità verso gli altri", a volte tradotto anche "io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti". La distribuzione Ubuntu GNU/Linux si prefigge l'obiettivo di portare nel mondo del software questo concetto, dando maggior peso alla comunità che partecipa allo sviluppo del software.

Caratteristiche

Ubuntu è basata sull'ambiente desktop GNOME, che è specificatamente progettato per fornire un'interfaccia libera, semplice, intuitiva ed allo stesso tempo un'ampia gamma di moderne applicazioni desktop. Dispone di più di 20.000 applicazioni, tra le quali software per la produttività personale, incluso OpenOffice.org, il browser web Mozilla Firefox e l'editor grafico GIMP ma anche client di posta elettronica, editor per la programmazione, giochi e molto altro.

Il punto di forza di Ubuntu è la sua estrema semplicità di utilizzo, fondamentale per i neofiti, il suo gran supporto hardware, il proprio parco software aggiornato contente tecnologie software come Compiz Fusion, ed altri tool che rendono questa distribuzione spiccatamente improntata verso l'ambiente desktop.

Ubuntu e Debian sono strettamente connessi. Ubuntu è costruito sulle fondamenta dell'architettura e dell'infrastruttura di Debian, su differenti comunità e processi di rilascio. Prende i pacchetti precompilati direttamente dal ramo unstable di Debian, in continua evoluzione, e vi aggiunge le proprie patch, per rendere più user-friendly la distribuzione. Spesso, gli sviluppatori di Debian lavorano anche in Ubuntu.

La distribuzione è tradotta in tutte le lingue occidentali, orientali ed ovviamente anche africane.

APT (Advanced Packaging Tool)

Ubuntu utilizza APT (Advanced Packaging Tool), noto gestore di pacchetti per Debian. Probabilmente il grande successo di Ubuntu è da affidare proprio a questo tipo di gestione di pacchetti che consente a questo sistema operativo di essere installabile in una completa versione tramite un solo CD, per poi aggiornarsi via APT con i più nuovi pacchetti disponibili. Quasi la completa totalità dei pacchetti disponibili per GNU/Linux sono disponibili nei repositories di Ubuntu e scaricabili tramite APT, e questo consente una rapida installazione dei programmi, una sicura ed efficiente rimozione ed un'ottima gestione degli aggiornamenti.

È possibile utilizzare APT anche da riga di comando tramite un terminale. I comandi più importanti per "apt-get" (ai quali va comunque anteposto il comando sudo per acquisire i permessi di root nel caso si fosse utenti limitati) sono:

apt-get install         # installa il pacchetto  da internet risolvendo le necessarie dipendenze apt-get remove          # rimuove il pacchetto  dal sistema apt-get remove --purge  # rimuove il pacchetto  dal sistema e i relativi file di configurazione apt-get update                          # scarica le ultime liste di pacchetti disponibili dai repositories (definiti anche repo) apt-get upgrade                         # aggiorna tutti i pacchetti del sistema alla versione più recente disponibile apt-get dist-upgrade                    # aggiorna la versione di Ubuntu apt-cache search        # cerca un pacchetto dal nome simile a quello passato da linea di comando
 dpkg -i .deb            # installa un pacchetto .deb precedentemente scaricato 

Nello svolgere le sue operazioni, APT usa un file che contiene la lista dei reporepo per APT di Debian dato che i pacchetti potrebbero non essere pienamente compatibili con Ubuntu. dai quali può attingere i pacchetti. Questo file è /etc/apt/sources.list. Non è consigliabile aggiungere un

Oggigiorno è molto più semplice usare il comodo programma grafico Synaptic (o Adept in KDE) che fa da front-end ad APT, oppure il Aggiungi/Rimuovi Programmi implementato in Ubuntu che offre una visualizzazione ancora più semplice, grafica ed intuitiva che Synaptic, anche se quest'ultimo è raccomandato perché permette di visualizzare i singoli elementi (librerie, ecc..) installati nel proprio sistema.

Architetture supportate

Per lo scopo che si è posta alla sua nascita, questa distribuzione deve funzionare sulle architetture maggiormente diffuse e soprattutto poter contare su molte traduzioni. Ubuntu supporta le piattaforme x86, AMD64 e UltraSPARC (quest'ultima è supportata solo dalla Server Edition). Il supporto ufficiale alla piattaforma PowerPC è stato discontinuato a partire dalla versione 7.04.

Rilasci

Una nuova versione di Ubuntu viene rilasciata solitamente ogni sei mesi (fino ad ora l'unica eccezione è stata Ubuntu 6.06 che venne rilasciata con 2 mesi di ritardo), sincronizzata con le uscite di nuove versioni del desktop environment GNOME, ed è assistita per 18 mesi con patch di sicurezza, aggiornamenti critici che possono causare perdita di dati, trasformazioni supplementari. Ogni versione pubblicata ha sia un nome in codice che un numero di versione. Il numero di versione è basato sulla data di rilascio, così che 4.10 rappresenta ottobre 2004, mentre il nome ne descrive le caratteristiche e il carattere che tale versione rispecchia.

In aggiunta al rilascio semestrale di nuove versioni, il team può preparare una versione Enterprise (basata su una versione standard) che ha ricevuto un lavoro supplementare di stabilizzazione, raffinamento e traduzione. Queste versioni Enterprise saranno assistite per un periodo superiore (LTS, Long Term Support) ai 18 mesi delle versioni standard, ovvero 3 anni per i desktop e 5 anni per i server. L'aggiornamento sarà supportato da versione Enterprise a versione Enterprise.

Di seguito la lista di pubblicazioni precedenti e quelle pianificate per il futuro:

Una nuova versione di Ubuntu viene rilasciata solitamente ogni sei mesi (fino ad ora l'unica eccezione è stata Ubuntu 6.06 che venne rilasciata con 2 mesi di ritardo), sincronizzata con le uscite di nuove versioni del desktop environment GNOME, ed è assistita per 18 mesi con patch di sicurezza, aggiornamenti critici che possono causare perdita di dati, trasformazioni supplementari. Ogni versione pubblicata ha sia un nome in codice che un numero di versione. Il numero di versione è basato sulla data di rilascio, così che 4.10 rappresenta ottobre 2004, mentre il nome ne descrive le caratteristiche e il carattere che tale versione rispecchia.

In aggiunta al rilascio semestrale di nuove versioni, il team può preparare una versione Enterprise (basata su una versione standard) che ha ricevuto un lavoro supplementare di stabilizzazione, raffinamento e traduzione. Queste versioni Enterprise saranno assistite per un periodo superiore (LTS, Long Term Support) ai 18 mesi delle versioni standard, ovvero 3 anni per i desktop e 5 anni per i server. L'aggiornamento sarà supportato da versione Enterprise a versione Enterprise.

Di seguito la lista di pubblicazioni precedenti e quelle pianificate per il futuro:

Versione Data di rilascio Data di fine supporto Nome in codice Traduzione Stato di sviluppo
4.10 20 ottobre2004 30 aprile2006 Warty Warthog Facocero Verrucoso Rilasciata ,supporto terminato
5.04 8 aprile2005 31 ottobre2006 Hoary Hedgehog Riccio Veterano Rilasciata,supporto terminato
5.10 12 ottobre2005 13 aprile2007 Breezy Badger Tasso Arioso Rilasciata,supporto terminato
6.06 LTS 1 giugno2006 giugno2009giugno2011 (Desktop) / (Server) Dapper Drake Papero Signorile Rilasciata
6.10 26 ottobre2006 aprile2008 Edgy Eft Tritone Tagliente Rilasciata
7.04 19 aprile2007 ottobre2008 Feisty Fawn Cerbiatto Esuberante Rilasciata
7.10 18 ottobre2007 aprile2009 Gutsy Gibbon Gibbone Coraggioso Rilasciata
8.04 LTS Pianificata per il 24 aprile2008 ottobre20112013 (Desktop) / (Server) Hardy Heron Airone Audace Alpha1

Il 10 agosto 2006 fu inoltre rilasciata la release 6.06.1 LTS di Ubuntu "Dapper Drake", contenente tutti gli aggiornamenti fino ad allora disponibili per Ubuntu 6.06 LTS, nonché alcune correzioni ai CD di installazione.

Nel futuro, ci sarà un ramo con nome in codice Grumpy Groundhog. Esso sarà uno sviluppo instabile permanente e ramo per i test, catturando il codice direttamente dal sistema di controllo versione dei vari programmi e applicazioni che fanno parte di Ubuntu.

Varianti

Ufficiali

  • Kubuntu, la versione di Ubuntu che usa l'ambiente desktop KDE invece di GNOME.
  • Xubuntu, la versione leggera di Ubuntu basata sull'ambiente desktop XFCE.
  • Edubuntu, Ubuntu con GNOME progettata per ambienti scolastici e per bambini.
  • Gobuntu, Ubuntu privata di qualsiasi pacchetto proprietario, contenente quindi solo software libero.

Non ufficiali

  • gNewSense: include solo software con licenze F/OSS.
  • Ubuntu Studio: versione ottimizzata per l'uso, anche a livello professionale, di programmi multimediali.
  • Ebuntu: utilizza l'ambiente Enlightenment.
  • gOS: altra variante che utilizza l'ambiente desktop "Enlightenment E17".
  • Fluxbuntu: utilizza l'ambiente Fluxbox.
  • nUbuntu: include molti strumenti per la sicurezza di rete.
  • Ubuntu Lite: utilizza l'ambiente IceWm.
  • DevUbuntu: include software preconfigurato per lo sviluppo software e web e tanta documentazione.
  • Ubuntu Christian Edition: include software a sfondo cristiano.
  • Ubuntu Muslim Edition: include software a sfondo islamico.
  • Ufficio Zero: è una distribuzione italiana pensata per l'ufficio.
  • Ubuntu-FF: variante della versione 7.04 completamente in italiano con molti software inclusi per la programmazione.
  • FUSS: versione dedicata al mondo della scuola e ai suoi servizi.
  • Geubuntu: unisce GNOME ad Enlightenment, è veloce ed esteticamente molto gradevole.
  • Goobuntu: variante prodotta da Google per usi interni all'azienda.
  • So.Di.Linux for all: variante della versione 7.04 completamente in italiano con molti software dedicati al mondo della scuola.

Ubuntu Lite

Ubuntu Lite è una variante semplificata non ufficiale di Ubuntu. Si pone come obiettivo la maggior velocità e leggerezza possibile del sistema operativo sul pc e di occupare poco spazio su disco mantenendo tuttavia la semplicità e immediatezza della versione originale.

Questo la rende particolarmente indicata per macchine datate che dispongono di limitate capacità di calcolo. Si fa notare che altre distribuzioni simili, Fluxbuntu (che utilizza l'ambiente Fluxbox) e Xubuntu hanno caratteristiche molto simili a Ubuntu Lite.

Collaborare

Essendo Ubuntu software libero, tutti, compresi i normali utenti possono contribuire aiutando allo sviluppo, segnalazione e correzione dei bug, o anche semplicemente proponendo idee o aiutare gli altri utenti. Anche se Ubuntu è sponsorizzata dalla Canonical, ogni aiuto anche il più piccolo e banale è molto importante per la comunità. Ecco i principali canali per aiutare e promuovere il progetto:

  • Sviluppo: è possibile realmente contribuire allo sviluppo del sistema operativo Ubuntu in modo attivo ed accedere al gruppo di sviluppo, se volete una particolare feature o se sapete come migliorare del codice di Ubuntu fatevi avanti, la prossima release di Ubuntu potrebbe avere veramente le modifiche che volete o realizzate. Sito per lo Sviluppo.
  • Documentazione: è possibile scrivere la documentazione e risoluzione dei problemi per Ubuntu per aiutare gli utenti della comunità, sia attraverso la documentazione ufficiale che il wiki della comunità. Sito per la Documentazione Internazionale, Sito per la Documentazione Italiana.
  • Traduzione: il gruppo traduzione di Ubuntu-it si occupa di tradurre Ubuntu in italiano, ed ogni contributo è ben accetto, potete accedervi dal Sito per la Traduzione.
  • Forum: una parte molto importante di GNU/Linux è la comunità che lo sostiene: aiutare gli altri utenti nei vari problemi è quindi fondamentale. Per aiutare gli altri utenti è possible utilizzare il Forum InternazionaleForum Italiano. oppure il

Idea Pool: è una risorsa internazionale di Ubuntu tramite cui qualunque utente può fare proposte o richieste particolari riguardo nuove opzioni o funzionalità per le prossime versioni della distribuzione, ed esprimere agli altri utenti e sviluppatori le proprie idee per migliorare Ubuntu Sito per Idea Pool

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