Manage your Blog

Create your blog now! Easy and Free

Linuxlandia
Diffondere la cultura del software libero è il nostro obiettivo. Avere un sistema operativo in grado di fare tutto spendendo nulla è possibile. Oggi più che mai ne abbiamo gli strumenti. Non più scuse. Oggi dipende tutto dalla nostra volontà.

Archive: May 2008

17/05/2008 GMT 1

Posso assegnare a tutti gli utenti il permesso di montare un dispositivo?

linuxlandia @ 08:24

feed RSSGli hard disk, le singole partizioni e altri dispositivi di memorizzazione come lettori CD e DVD possono essere montati e smontati, cioè resi accessibili, anche all'avvio, tenendo conto delle impostazioni presenti nel file di configurazione /etc/fstab.

Prima dell'installazione

È qui, infatti, che si stabilisce l'associazione tra dispositivo (ad esempio /dev/hda1, /dev/hdb2, /dev/hdc1, ecc.) e punto di mount all'interno del file system, cioè la directory dove il contenuto di un hard disk o di una partizione diventerà disponibile.

sky8_468x60.gif

Inoltre, sempre attraverso /etc/fstab è possibile stabilisce il tipo di file system utilizzato per la formattazione del supporto (Ext3, ReiserFS, Xfs, ISO9660...) e i permessi di accesso: possibilità di montare e smontare il disco, anche in automatico, accesso in lettura e scrittura e molte altre opzioni.

kernel.png È chiaro, quindi, che per garantire a tutti gli utenti la possibilità di montare e smontare un supporto è necessario intervenire su questo file.

In particolare per questo tipo di operazioni bisogna utilizzare le opzioni user e users.

Nel primo caso, si concede a tutti il permesso di montare il supporto ma non di smontarlo, mentre la seconda direttiva attiva entrambi i permessi.

Supponiamo di voler montare all'avvio la terza partizione del primo disco, identificata dal file di dispositivo /dev/hda3, e permettere a tutti gli utenti di montarla e smontarla successivamente. In questo caso, il file /etc/fstab, con riferimento alla riga relativa a dev/hda3, va modificato nel modo seguente:

/dev/hda3 /mnt/backup ext3 ro,users,oauto 0 0

mondadori_cambia_faccia728x90.gif

In dettaglio, /dev/hda3 indica la partizione, /mnt/backup il punto di mount, ext3 il tipo di file system utilizzato in questo caso, ro (read only) l'accesso in lettura, users la possibilità per tutti gli utenti di montare e smontare la partizione e auto il montaggio automatico all'avvio.

I due zeri alla fine indicano che non si tratta di una partizione di avvio e di non effettuare il controllo durante il boot. La presenza di un numero 1 indica che si tratta di una partizione di avvio e che bisogna eseguire il controllo. In quest'ultimo caso, un 2 al posto dell'1 fa in modo che questo file system venga controllato solo dopo quello principale.

Altre opzioni di mount importanti sono nouser, che vieta agli utenti la possibilità di montare e smontare i dispositivi, noauto, per impedire il montaggio al boot. I comandi per montare e smontare una partizione o un altro dispositivo sono mount e umount, ma se /etc/fstab è configurato correttamente, è possibile farlo direttamente dal file manager o da altri programmi. Il loro uso è comunque molto semplice:

mount -t ext3 /dev/hda3 /mnt/backup
umount /mnt/backup

Il comando mount eseguito senza argomenti mostra tutti i file system montati in quel momento, elencati anche nel file /etc/mtab.

A cosa servono le directory /dev e /proc? È possibile cancellarle?
Assolutamente no! La directory /dev contiene i file, meglio noti come file di dispositivo, che consentono ai programmi, quindi a noi, di interagire con l'hardware: in pratica, una vera e propria interfaccia tra il kernel, le applicazioni e i componenti del PC. La directory /proc è il punto di mount per il file system virtuale omonimo, al cui interno sono presenti file creati direttamente dal kernel. Tali file e directory sono necessari ai programmi che hanno bisogno di accedere alle informazioni sul sistema.

Ho sentito parlare di demone? Di cosa si tratta?
Il termine daemon, italianizzato in demone, è utilizzato per indicare i processi (spesso si tratta di software server) eseguiti automaticamente all'avvio del computer (boot). Questi programmi restano attivi in background durante il normale utilizzo del PC in attesa di svolgere determinate funzioni a seguito di una richiesta. Ad esempio, sono demoni smbd (il server Samba), httpd (Apache), mysqld (MySQL) e syslogd (il sistema di logging). Spesso per indicare i demoni è utilizzato il termine servizio, proprio per sottolineare la loro caratteristica di software server.

lovelove468x60.jpg

Cosa contiene il file /etc/shadow?
Se presente, il file /etc/shadow indica che la distribuzione utilizza il sistema delle shadow password: una tecnica utilizzata per proteggere le password degli utenti. In pratica, tutte le parole chiave cifrate vengono tolte dal file /etc/passwd (responsabile della gestione degli utenti e, quindi, dei loro dati di accesso) e sostituite da una x, dopodiché vengono scritte in /etc/shadow sempre in modo cifrato (ecco perché shadow, termine che significa oscurare).

Oltre alle password, questo file, nei campi separati dal simbolo : (due punti), contiene il nome utente e informazioni sulla durata delle parole chiave:scadenza della password, l'ultima volta in cui è stata modificata, giorni di avviso prima della scadenza, ecc.

Ma perché è necessario questo file? Poiché il file /etc/passwd fornisce numerose informazioni indispensabili al funzionamento del sistema, non è possibile limitare oltre un certo “livello” gli accessi in lettura, cosa che rappresenta un pericolo per la sicurezza delle password. Al contrario, “isolando” le parole chiave in un file separato è possibile assegnare a questo permessi di accesso molto più restrittivi ottenendo maggiore sicurezza.

Inoltre, se il campo password di /etc/passwd contiene una x, significa che la password è presente in /etc/shadow, se contiene un simbolo * (asterisco), la password è nulla e l'utente disabilitato.

Esiste un programma per convertire i pacchetti in altri formati?
Certo che esiste, si chiama alien ed è scaricabile all'indirizzo http://kitenet.net/~joey/code/alien. Questo programma consente di convertire tra loro pacchetti software disponibili nei formati .rpm, .deb. .tgz (Slackware) e, l'oramai inutilizzato, .slp (Stampede).

sorgenia728x90_bk.jpg

L'uso di alien è semplicissimo. Ad esempio per convertire un pacchetto .rpm in .deb il comando da eseguire è:

alien --to-deb pacchetto.rpm

Mentre per quanto riguarda la conversione da .rpm a .deb, bisogna eseguire quanto segue:

alien --to-rpm pacchetto.deb

Purtroppo, questo non significa che il pacchetto convertito sia sicuramente installabile.

Molto, infatti, dipende dalla configurazione richiesta dal sistema sul quale si cerca di installarlo: spesso le distribuzioni coinvolte possono essere alquanto differenti. Pensate, ad esempio a Ubuntu (.deb) e Fedora (.rpm). Per ulteriori informazioni su questo particolare software è possibile consultare le relative pagine di manuale con man alien.

todomondo_papagallo_pirata728x90.gif


Ho cancellato un utente. Come faccio ad eliminare tutti i suoi file?
Cancellare un utente dal sistema, purtroppo, non significa eliminare anche tutti i file a lui appartenenti. Comandi come userdel nomeutente o deluser nomeutente, non eliminano proprio tutto.

Lo stesso effetto si ottiene utilizzando applicazioni grafiche come KUser, oppure, ancora, cancellando manualmente la cartella /home/nomeutente e le voci presenti nei file /etc/passwd, /etc/shadow e /etc/group. Ma, anche in questo caso, qualche cosa resta sempre. Fortunatamente esiste un rimedio. Per prima cosa controlliamo quali sono i file appartenenti all'utente che abbiamo eliminato e che, quindi, saranno cancellati, utilizando il comando seguente:

find / -user uid | less

Questo serve per verificare che non si elimino per errore file importanti per il funzionamento del sistema o di qualche applicazione in particolare. A questo punto, possiamo cancellarli con:

find / -user nomeutente -exec rm {} \;

o, in alternativa

find / -uid `id -u nomeutente` | xargs rm -f

Per scrivere il simbolo “ ` “ presente in quest'ultimo comando, bisogna utilizzare la combinazione di tasti Alt Gr + ' (apice).

fonte: Linuxpedia & Webmin

subito728x90.gif

 

Ultimi post pubblicati

RSTP (Raccomandati Se Ti Piacciono)

13/05/2008 GMT 1

Webmin, interfaccia web per amministrare un sistema GNU/Linux da remoto

linuxlandia @ 07:33

feed RSSE' sufficiente installare Webmin sul computer, e collegarsi a questo da un'altro PC mediante un browser.

Da qui è possibile amministrare la macchina in ogni suo aspetto, dagli utenti ai servizi, fino alla configurazione dell'hardware.

Webmin, è una potente interfaccia web per amministrare un sistema GNU/Linux da remoto.


30fotogratis468x60.gif

Webmin è un software Open Source che mette a disposizione un'interfaccia grafica web-based per l'amministrazione remota di sistemi operativi di tipo Unix-like e quindi anche di GNU/Linux. Webmin si compone di un piccolo server web e da un numero elevatissimi di script CGI scritti in Perl che sono in grado di operare direttamente sui file di sistema come /etc/inetd.conf oppure /etc/passwd. Utilizzando un qualsiasi browser che supporti form e tabelle (e Java per il modulo File Manager di Webmin), l'utente può controllare e gestire con estrema semplicità tutti i vari aspetti del server, dalla gestione degli utenti, alla schedulazione del backup, alla gestione e configuazione dei vari server come Apache, DNS, DHCP, LDAP, MySQL, gestire e configurare le periferiche di rete e tanto altro ancora.
webmin_linux_firewall.png


Tutte le recenti versioni di WebMin sono rilasciate sotto una licenza di tipo BSD che ne consente la libera distribuzione e modifica per scopi sia commerciali che non-commerciali.

Webmin supporta un gran numero di sistemi operativi e moltissime distribuzioni GNU/Linux.

sky8_468x60.gif

Prima dell'installazione

Webmin come abbiamo detto è un'applicazione web e come tale risulta potenzialmente insicura, specie se l'utente decide di operare attraverso il protocollo http. In questo caso infatti le informazioni viaggierebbero in chiaro e sarebbero tutte potenzialmente soggette a sniffer. Fortunatamente Webmin mette a disposizione il supporto per il protocollo https che offre un buon livello di crittografia e maggiori garanzie in termini di sicurezza rispetto ad http. Per poter sfruttare il protocollo https è necessario installare la libreria Perl SSLeavy (il nome del paccehtto da installare è libnet-ssleay-perl) prima di procedere con l'installazione vera e propria di Webmin.

Installazione di Webmin

L'installazione di Webmin avviene scaricando i sorgenti dal sito ufficiale. Terminato il download dell'archivio tar.gz portiamoci all'interno della directory contenente tale file e procediamo come segue :

tar zxvf webmin-VERSIONE.tar.gz 

Terminata la decompressione dell'archivio otterremo una directory chiamata "webmin-VERSIONE", entriamo in questa directory e lanciamo lo script di installazione:

cd webmin-VERSIONE
./setup.sh

Lo script di setup è una procedura interattiva che pone all'utente alcune domande per la configurazione di Webmin. Ecco di seguito come prosegue l'installazione di Webmin:

Config file directory [/etc/webmin]: #Directory contente i file di configurazione Log file directory [/var/webmin]: #Directory dove saranno posti i file di LOG Full path to perl (default /usr/bin/perl): #Path dell'interprete Perl Web server port (default 10000): #Porta sulla quale Webmin rimarrà in ascolto Login name (default admin): #Premiamo INVIO oppure scriviamo un diverso nome utente Admin Password: #Inseriamo la password desiderata Use SSL(y/n): #A questo punto se vogliamo utilizzare il protocollo #sicuro SSL digitiamo "y" e premiamo INVIO Start Webmin at boot time (y/n): #Se si vuole che Webmin sia avviato al boot del sistema #rispondere "y"altrimenti rispondere "n"

Arrivati a questo punto l'installazione di Webmin è completata e dovrebbe apparirci un messaggio simile al seguente, che ci invita a far puntare il nostro browser all'indirizzo specificato per aprire Webmin

Webmin has been installed and started successfully. Use your web browser to go to https://192.168.0.1:10000/

lovelove468x60.jpg

Accesso a Webmin

Se l'installazione è terminata correttamente Webmin sarà accessibile attraverso un qualsiasi browser (es:Firefox) semplicemente digitando l'URL comunicatoci al termine dell'installazione. Nel caso sopra riportato per accedere a Webmin è sufficiente aprire il proprio browser, inserire nella barra degli indirizzi https://192.168.0.1:10000/. Essendo in questo caso abilitato il supporto al protocollo SSL ad ogni accesso verrà richiesto di accettare il certificato di protezione. Accettato questo certificato ci verrà mostrata la maschera di login per accedere a Webmin.

Screenshots

The list of Unx users from the Users and Groups module

webmin.png

Creating a Unix user in the same module

webmin2.png

mondadori_cambia_faccia728x90.gif

Listing mounted filesystems on Linux

webmin3.png

Managing NFS exports on a Linux system

webmin4.png

 

todomondo_papagallo_pirata728x90.gif

Editing disk quotas for a Unix user

webmin5.png

Viewing local disk partitions on Linux

webmin6.png

Editing a system bootup script which starts Apache

webmin7.png

Viewing running processes

webmin8.png

Viewing the details of an installed RPM package

webmin9.png

Managing system log files

webmin10.png

 

 

fonte: Linuxpedia & Webmin

subito728x90.gif

 

Ultimi post pubblicati

RSTP (Raccomandati Se Ti Piacciono)

 

07/05/2008 GMT 1

Linutop, un desktop completo in soli 280 grammi

linuxlandia @ 06:02

feed RSSLinutop, un desktop completo in soli 280 grammi

Compatto, leggero, silenzioso. Ecco il mini-PC per portare GNU/Linux ovunque: a casa, in ufficio, nei locali pubblici...

Plug and Surf, cioè "collegalo e naviga" recita lo slogan del Linutop 1, proprio per sottolineare la sua vocazione per Internet.
Si tratta di un mini-PC molto compatto, leggero, silenzioso (è senza hard disk e lettore CD/DVD), ideale per portare GNU/Linux "al volo" ovunque ce ne sia bisogno: biblioteche, hotel, uffici, università, insomma dovunque è necessario un accesso alla rete. Ma questo non esclude l'ambiente domestico. Infatti, anche a casa, sono sempre più numerosi gli utenti che usano il PC solo per navigare, controllare la posta e chattare, tutte attività legate a Internet, per cui un computer troppo potente e ingombrante e presochè inutile.
Il Linutop 1 può essere facilmente collegato sul retro di un monitor LCD mediante la staffa in dotazione per ridurre al minimo lo spazio occupato: così avendo è come avere un PC completo ma composto solo da monitor, tastiera e mouse.

linutop-mounting-bracket-backl.jpg


Piccolo ma con tutto l'occorente
A questo punto la domanda è: ma come è fatto materialmente il Linutop 1?
In pratica si tratta di un miniPC, per certi versi simile al MacMini. L'involucro esterno è costituito da un piccolo case (le dimensioni sono di soli 9.3 x 2.7 x 15 cm) in alluminio satinato e dall'aspetto molto resistente. Al suo interno è alloggiato un processore AMD Geode LX700. Si tratta di una CPU a basso consumo, espressamente sviluppata per dispositivi embedded che lavora ad una frequenza di 433 Mhz.
Al processore sono abbinati 256 Mbyte di RAM: più che sufficienti per navigare, controllare la posta e scrivere. Il Linutop 1 non dispone di una hard disk, ma al suo posto è inclusa una pendrive di 1 Gbyte all'interno della quale è preinstallato il sistema operativo.
Per il resto l'equipaggiamento hardware prevede una scheda di rete ethernet, 4 porte USB 2.0, l'uscita VGA e due "prese" per l'audio. Tutto qui!
Il mouse, la tastiera e il monitor vanno acquistati a parte.


ipod_468x60.gif


La sicurezza di avere Ubuntu

Il Linutop 1 è equipaggiato con una distribuzione GNU/Linux appositamente sviluppata per l'ocassione, la Linutop OS 1.2, ma in realtà si tratta di una Xubuntu 7.10 Gutsy Gibbon, che salvo piccole modifiche è praticamente uguale all'originale.
I cambiamenti rispetto alla versione originale sono stati minimi, infatti, gli interventi sono serviti sopratutto per ridurre il tempo di avvio sotto il minuto e rendere il sistema più reattivo grazie all'utilizzo del file system AUFS.
Insomma, poche modifiche, ma mirate per rendere il sistema operativo perfetto per l'hardware e per lo scoppo per cui è nato il Linutop 1. Il software installato, oviiamente, è ridotto al minimo, ma include comunque programmi come Firefox, AbiWord, VLC Media Player e molti altri. Inoltre ci sono software di "sistema": desktop Xfce, kernel Linux 2.6.22 e ambiente grafico XOrg, tutti aggiornati alle ultime versioni.
Ovviamente il parco software può essere ampliato nei limiti della capienza della pendrive (lo spazio disponibile è di circa 400 Mbyte) e personalizzato per aderire alle proprie esigenze.
Sul wiki (www.linutop.com/wiki), tra le altre cose, è disponibile la documentazione per installare nuove distribuzioni, provare la Linutop 1.2 su un comune PC (purchè consenta l'avvio da periferiche USB) dopo averla installata su una pendrive USB da almeno 1 Gbyte, e altre informazioni su come usare praticamente il Linutop 1.

Linutop 1 radoppia

Una versione più potente per i più esigenti.
E' da poco disponibile una nuova versione del Linutop 1 chiamata, ovviamente Linutop . I due prodotto sono molto simili, salvo per il quantitativo di RAM, 512 Mbyte al posto dei 256 Mbyte, una memoria flash interna sul quale è installato il sistema operativo, il processore è il più potente AMG Geode LX800, esa quasi il doppio (580 gr), è un po' più grande e consuma di più, anche se sempre pochissimo. Il Linutop 2 permette di eseguire ad esempio, applicazioni più avide ri risorse come OpenOffice.


30fotogratis468x60.gif

 


Operativi in meno di 2 minuti

linutop_backll.jpg

Collegare il monitor: sulla parte posteriore del monitor è presente l'uscita VGA. Per prima cosa, quindi, bisogna collegare il cavo dati del monitor a questa porta.

Mouse e tastiera: colleghiamo anche il cavo di alimentazione e poi passiamo sulla parte frontale per collegare mouse e tastiera. Infini, tocca alla pendrive in dotazione.

Boot del Sistema: per avviate il Linutop non è necessario premere pulsanti o altro. Appena inserita la chiavetta USB, il sistema la rileva e inizia la procedura di boot.

Primi passi con Linutop

linutop_front_viewll.jpg

Lingua e monitor: La prima schermata che appare permette, tra le altre cose,di configurare la lingua, italiano compreso, e la risoluzione corretta per il monitor in uso.

Rete e avvio: sempre nella stessa schermata, in basso, è presente il menù per accedere alla configurazione della rete e delle applicazioni/presentazioni da eseguire all'avvio.

Pannello personale: il desktop Xfce è contraddistinto da un particolare pannello altamente personalizzabile, proprio come accade sul Linutop 1.2. Non ci resta cheadattarolo alle nostre esigenza.

sky8_468x60.gif


Scheda Tecnica

Tipo: mini-PC
Processore: AMD Geode LX700 a 433 Mhz
RAM: 256 Mbyte
Hard disk: pendrive da 1 gbyte
Video: VGA (SUB-D15) fino a 1920x1440, 2D
Audio: 1 in e 2 out da 3 mm
Rete: 10/100baseT Ethernet (RJ-45)
Interfacce: 4 x USB 2.0
Dimensioni e peso: 9.3 x 2.7 x 15 cm - 280 gr
Produttore: Linutop SARL
Sito Web: www.linutop.com

Ultimi post pubblicati

RSTP (Raccomandati Se Ti Piacciono)

Archive | Create your blog now! Easy and Free